Umberto De Sanctis, l’angelo custode dell’A.S. Roma Ciclismo per 24 ore

C’è un protagonista silenzioso dietro la vita dell’A.S. Roma Ciclismo e, in particolare, nella Roma XXIVh.
Si chiama Umberto De Sanctis e, se non sapete dove trovarlo, non potete avere dubbi: nel box della Società presso l’autodromo di Vallelunga, mentre i ciclisti giallorossi pedalano… e anche quando si fermano.

Anche stavolta, dietro i grandi risultati ottenuti in occasione della manifestazione inserita nella Roma Sport XXIVh, c’è stato il suo lavoro.
Ma la sua è una storia che inizia da un po’ prima:

“Sono venuto a Roma nel 2016 – ci racconta – e mentre pedalavo ogni tanto vedevo il gruppo dell’A.S. Roma.
Mi colpì in particolare un episodio: un giorno vidi che un ragazzo aveva rotto la catena e in quel momento tutto il gruppo si fermò per aiutarlo.
Capii subito che era un bel gruppo e così, dopo aver fatto amicizia con uno di loro, mi sono iscritto.
Non posso fare gare, ma esco spesso con loro e mi considero parte della squadra a tutti gli effetti.”

La squadra poi si affida totalmente a lui per 24 ore:

“Tre anni fa andai a Vallelunga per vedere l’evento e vidi che c’era Nazzareno Asci che si occupava di tutto.
Era sabato, gli diedi una mano e tornai anche la domenica.
Lì ho capito che potevo essere molto utile al team anche senza gareggiare.
L’anno dopo Nazzareno mi ha chiesto se potessi star lì per tutta la gara, e l’ho fatto volentieri.”

Quali sono i suoi compiti?

“Assisto i ragazzi quando si fermano al box, riempio le borracce…
Nelle edizioni in cui faceva molto caldo mi preoccupavo anche del ghiaccio da mettere sul collo per le ore più calde, e cercavo di farli stare tranquilli e ragionare.
In certi momenti c’è anche bisogno di questo tipo di supporto, perché la fatica è tantissima.
È vero che per molti tratti si prova a stare in gruppo, ma per tantissimo tempo stanno da soli.”

Soli, ma bene accompagnati, e con tanta emozione:

“Mi ha colpito la meticolosità di Cristina Rulli, che aveva un ristoro diverso per ogni sosta e mi ha dato le istruzioni del caso.
Aspetto che ormai vale per tutti, dato che nell’ultima occasione non c’erano i rifornimenti in pista.
Mi ha colpito molto anche come riescono, nonostante la fatica, ad essere sempre lucidi.
E se magari qualcuno alla sosta si accorge di essere in vantaggio rispetto alla tabella che si era fatto, trova energie per andare ancora più forte.
In fondo è un tipo di gara dove si vince anche senza vincere. Ci si pone un obiettivo e conta quello.
La più grande emozione poi è sempre vedere quel podio, dove ci sono sempre maglie giallorosse. Impagabile.”

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