Torino-Roma sulla Via Francigena, il viaggio del giallorosso Angelo Curi

di Mauro Gemma

Angelo Curi ha corso in bici per cinquant’anni, ma nella sfida che ha affrontato qualche giorno fa non c’erano record da battere o avversari da superare.
Si è trattato di un viaggio – il primo di questo tipo per il ciclista giallorosso – che lo ha visto partire in solitaria da Torino e arrivare a Roma, dopo sette giorni in sella e più di mille chilometri pedalati.  

«È la cosa più bella che abbia mai fatto in bici – dice Curi – e di cose in questi anni ne ho fatte! Avevo a disposizione una gravel e mi divertivo con uscite brevi», poi però l’idea è stata quella di un viaggio lungo, una prospettiva inedita per chi ha sempre vissuto la bici in una dimensione agonistica. Per di più la scelta è ricaduta su un tratto della famosa Via Francigena, che ogni anno vede decine di migliaia di persone affrontarla in sella o a piedi.
Sette tappe da Torino a Roma, passando per Garlasco (165 km), Piacenza (140), Aulla (165), San Miniato (165), San Quirico D’Orcia (146), Viterbo (124), per concludere a Piazza San Pietro, dopo gli ultimi 107 chilometri. Tutto in sette giorni. «Sono partito lunedì 22 agosto e dopo 1012 chilometri (51 ore e 20 minuti in sella) domenica 28 sono arrivato a Roma». In viaggi come questi «incontri le persone più disparate, giovani e adulti da ogni parte del mondo che stanno percorrendo la Via Francigena nella sua interezza o per un tratto. Si dorme negli ostelli lungo la Via, che sono un vero e proprio luogo di aggregazione; si discute, ci si conosce» e certamente ci si arricchisce, come accade nella maggior parte dei viaggi.

«In alcuni tratti noi ciclisti eravamo talmente tanti che sembrava una carovana». Ma Angelo ha incontrato anche molte persone a piedi, come «una coppia che 90 giorni prima era partita da Canterbury», cittadina che è tradizionale partenza per chi affronta la Via Francigena. 
«Sono fisicamente preparato – dice Curi – per cui sono riuscito a pedalare per circa otto ore al giorno, ma la prossima volta voglio godermi ancora di più il viaggio». La caratteristica principale del cicloturismo infatti è che nella quasi totalità dei casi si pedala su strade secondarie e spesso sterrate, attraversando borghi e località che conservano un rapporto con la natura più stretto rispetto a quello che con l’ambiente hanno le città, motivo per cui vale la pena andare lentamente, godendosi l’esperienza in tutte le sue sfumature e gli incontri che il viaggio può regalare.
Nonostante questa dimensione romantica, si tratta sempre di un viaggio in solitaria e nel quale ci si deve affidare alle proprie risorse fisiche e mentali, quindi «può esserci qualche timore relativo a fattori esterni e a inconvenienti logistici, ma – al netto di questo – non ho avuto momenti di difficoltà o in cui ho pensato di mollare. Anzi – aggiunge Angelo – questo viaggio mi è servito per individuare i miei limiti; per una deformazione professional-sportiva tendevo a spingere, anche se in esperienze di questo tipo non serve, ma dopo cinquant’anni di gare è normale che succeda».

Spesso quando si affrontano viaggi come questi la propulsione viene dal sostegno di chi a casa prima ti ha spronato e poi ti attende per festeggiare . «Le persone che mi vogliono bene, mia moglie in primis, mi hanno sempre incoraggiato e sostenuto». E questo è molto importante per poter progettare senza preoccupazioni il prossimo viaggio, per il quale «non ho ancora in mente un percorso preciso – dice Curi – ma mi piacerebbe fare anche dei mini-viaggi di due o tre giorni, più brevi della Torino-Roma, ma comunque interessanti».

«Il ciclismo mi ha dato tanto – conclude Angelo – cinquant’anni di agonismo non sono pochi, ma in esperienze come quella che ho vissuto ci sono elementi diversi, nuovi: per esempio il fatto che devi sbrigartela da solo, arrangiarti, superare piccole e grandi difficoltà, oltre ovviamente alle bellezze che incontri e alla gente che conosci».
E forse è proprio questo il bello del cicloturismo: fare una delle cose più belle al mondo – cioè pedalare – in un contesto di viaggio e scoperta, di incontro e arricchimento.

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