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È uno degli atleti più infaticabili dell’A.S. Roma Ciclismo. Solo in questo 2024 ha già portato a termine decine di granfondo e non intende fermarsi, perché vuole aggiungere alcune gare a cronometro a quelle già concluse. E anche se l’anno non è ancora finito, Roberto Grassi, per tutti “Robertino”, è già pronto a un bilancio che non può che essere positivo. “Il mio obiettivo – racconta – era conquistare lo scudetto del Prestigio, portando quindi a termine almeno sei granfondo tra quelle inserite nel circuito, e concludere la Ötztaler Radmarathon, la più dura in Europa. Ho raggiunto entrambi gli obiettivi e quindi sono molto soddisfatto”. C’è solo un piccolo neo, ma d’altra parte è normale che nell’arco di un anno non tutto vada come sperato: “Ho avuto una buona dose di sfortuna a Bergamo, alla granfondo BGY, dove mi si è rotta la catena. Mentre ero lì e non potevo ripararla, vedevo gli altri passare e così alla fine mi sono affidato al servizio scopa”. Roberto non si è limitato comunque alle granfondo del Prestigio. Ad esempio, domenica scorsa ha portato a termine anche la granfondo “Il Lombardia”, come aveva fatto anche con la Tre Valli Varesine.
Due obiettivi, due storie diverse. La soddisfazione più grande è sicuramente la Ötztaler Radmarathon: “Ero al quarto tentativo. La prima volta ero stato fermato dalla neve, la seconda dai crampi, la terza, lo scorso anno, da un virus che non mi ha consentito neanche di partire costringendomi a restare in albergo. Quest’anno ce l’ho fatta e sono molto contento perché ho dimostrato una grande tenuta mentale, soprattutto negli ultimi due passi. Il finale poi è stato bellissimo, perché dopo l’ultima salita c’è una galleria e quando esci sai che non ne avrai altre. E così ti puoi godere i chilometri finali. Devo dire che mi sono commosso e non mi capita spesso. Posso dire con certezza che non è solo la granfondo più dura, ma anche la più bella. Anche più della Sportful. Ho ammirato paesaggi bellissimi e lì, non avendo sentito i crampi, ho capito che stavolta avrei potuto farcela”. E il Prestigio? “L’anno prossimo lo rifarò. Ho conquistato lo scudetto tre volte, se ce la faccio sarà il quarto”. Forse l’obiettivo è arrivare a cinque, chissà. Per ora Roberto non lo dice. O forse sì…
C’è poi un appuntamento che sta diventando fisso, in nome della goliardia, per Roberto Grassi. Ama partecipare al Giro di Sardegna con l’obiettivo di prendere la maglia nera dell’ultimo classificato. Sembra facile, ma non lo è. Sono già due volte che manca l’obiettivo. “La prima volta l’ho presa in una tappa, ma non alla fine. Stavolta l’ha presa un altro atleta più anziano di me. Il fatto è che non sai prima qual è il tempo massimo, che è fissato al 130 per 100 rispetto a quello del primo classificato. È nata come una goliardata, vedevo che tutti festeggiavano le maglie gialla o rosa, e allora ho deciso che avrei puntato alla maglia nera. Magari ci riproverò“. E a proposito di goliardia, per Roberto la bici è sempre un momento di grande divertimento e aggregazione: “Amo pedalare con gli amici di sempre. In gara e negli allenamenti di gruppo. Alla fine l’A.S. Roma Ciclismo è questo, un gruppo di amici. Ma è bello anche fare amicizie nuove ogni anno, infatti alla Tre Valli Varesine ho fatto il percorso medio conscio che non mi sarebbe valsa per il Prestigio, per poter tornare a Roma insieme a un amico”.
Ancora presto per parlare del 2025, anche se qualche idea già l’ha espressa. Ora ci saranno una serie di cronometro: “Solo nel prossimo fine settimana ne farò due. È un modo di correre che mi piace molto, una sfida con me stesso. Conta soprattutto l’aspetto mentale“. E lì Roberto Grassi è una garanzia. L’ha dimostrato alla Ötztaler Radmarathon, in questo splendido 2024.

