A cavallo del millennio, l’A.S. Roma Ciclismo si proietta verso il futuro rinnovando la propria struttura e affrontando con determinazione i cambiamenti del ciclismo dilettantistico. Nella stagione 1998 la società si presenta con una squadra dilettanti completamente rinnovata, affiancata dalle rappresentative Juniores e Allievi. I risultati sul campo non tardano ad arrivare: Luca De Carolis conquista a Monterotondo il Trofeo Lino Spagnoli, valido come titolo provinciale, mentre Luigi Boschetti si laurea campione regionale nella categoria Elite grazie al quarto posto ottenuto a Grotte di Castro.

Sotto lo storico marchio Ina Assitalia, il club continua a investire con decisione sulle scuole di ciclismo. Nonostante le crescenti difficoltà logistiche ed economiche legate all’organizzazione delle gare regionali, la passione giallorossa trova nuove strade per esprimersi: è proprio in questo periodo che la società si apre ufficialmente al cicloturismo, tracciando un percorso virtuoso che prosegue ancora oggi.
La memoria storica e il senso di appartenenza rimangono un pilastro fondamentale. Nel settembre 1999 l’ormai anziano Spartaco Rosati partecipa con grande emozione al Trofeo Baldesi, mentre il 29 settembre va in scena il primo Memorial Chiappini a San Vito Romano. L’evento, organizzato da Ugo Salza e dalla famiglia del “Sor Pietro”, raduna ben 180 tesserati e vede la partecipazione di leggende assolute come Bruno Monti, il campione del mondo 1952 Luciano Ciancola e il due volte medagliato olimpico Livio Trapè. Guidata dall’impegno dei fratelli Massimo e Maurizio Baldesi, la società conferma il proprio valore di grande famiglia, capace di unire le generazioni nel segno dell’amore per la maglia e per la bicicletta

