È il 20 settembre 1975 quando Francesco Del Zio batte il record del mondo di surplace, portandolo a due ore, sei minuti e quindici secondi. Nel surplace non si può in alcun modo poggiare il piede a terra né retrocedere per più di 20 cm. Il suo scopo, nelle prove di velocità su pista, è quello di provare a fare in modo che sia l’avversario a passare avanti, al fine di costringerlo a tirare la volata. È un’arte, un capolavoro di equilibrio, tecnica, forza, concentrazione e volontà. Un gesto che richiede una lunga preparazione specifica.
Francesco Del Zio, classe 1945 e passato alla Roma a 16 anni, è sempre stato un grande specialista della pista, entrando presto nel giro della Nazionale. Straordinaria la sua prova. Non ha avversari da battere se non se stesso, tiene la testa fissa sul manubrio e sulla ruota anteriore, di traverso rispetto alla pista del velodromo, con migliaia di occhi addosso e i giudici a controllarlo. Equilibrio perfetto, anche tra fisico e mente, per restare concentrato conta i minuti due per volta nella sua testa, come se fossero ripetute in allenamento. Dopo due ore, sei minuti e quindici secondi cede e viene raccolto al volo, altrimenti cadrebbe. È quasi svenuto, ma ha portato a casa un record storico che, per quanto riguarda la pista, è valido ancora oggi. E la pista era quella del Velodromo Olimpico di Roma.
A proposito di pista, il 27 marzo 1977 si vive un altro grande momento per la storia della Società. In occasione del derby calcistico tra Roma e Lazio Pietro Chiappini inventa il derby di ciclismo, da correre sulla pista dello stadio Olimpico. Tre prove, inseguimento a squadre, velocità, con 12 corridori per parte, individuale a punti. Vince la Roma 38 a 3, mentre sul campo da calcio il successo si replica: 1-0, gol di Bruno Conti, che peraltro è grande amico di Pietro Chiappini e cliente fisso del suo negozio. Il 1977 è anche l’anno del cinquantenario dell’AS Roma, che nella festa al Palazzetto di Viale Tiziano premia, per mano del presidente Gaetano Anzalone, anche la sezione ciclismo.

