Road to centenario 1970-1973: Giovani promesse, campioni d’Italia e grandi ritorni

Il colpo subito dalla chiusura della Polisportiva AS Roma, avvenuto nel 1967, viene assorbito in poco tempo dall’A.S. Roma Ciclismo. Sicuramente molto meglio rispetto alle altre sezioni, come ad esempio l’atletica, che chiudono in breve tempo. La sezione ciclismo invece non solo continua la sua attività, ma riesce a farlo mantenendo gli uffici nella stessa sede dell’AS Roma, in Via Lucrezio Caro, e in breve tempo riesce a riorganizzarsi.

Nel 1971 la squadra è diretta da Vinicio Corridi, ci sono Paolo Bazzano, Fulgio Colantoni, Giuseppe Fratini, Bruno Isopo e Nicola Siracusa, insieme a Giovanni Martella. L’anno dopo si aggiungono Franco Ricci e Maurizio Serafini. Nel 1972 arrivano 31 vittorie, i Dilettanti vincono la Coppa Italia e Giovanni Martella conquista la maglia tricolore.

La Società è affidata a Renzo Baldesi e si concentra sul settore giovanile, cercando di sfornare giovani promesse. Gli Allievi, guidati da Alessandro Organtini, e gli Esordienti, se la cavano alla grande. Tra gli Allievi c’è anche Vincenzo Colamartino, futuro campione del mondo su pista nel 1975. La Società vuole rilanciare e così accanto al presidente Baldesi nel 1973 si affiancano Chiappini e Aldo Lugari come vicepresidenti. Spicca Giovanni Martella, un ciclista di Pavona, che correva con una squadra di Velletri e viene notato da Pietro Chiappini durante il Giro di Grecia. Martella vince spesso, ha grandi ambizioni, nel 1972 la Roma viene invitata al Giro d’Italia e gli organizzatori si offrono di pagargli le spese. Per gli altri bisognerà arrangiarsi. Ci pensa un ristoratore di Torvaianica a coprire le spese e Martella sarà secondo dietro Giovanbattista Baronchelli, che ritroverà tra i professionisti. Al Giro del 1973 Martella è in fuga con un gruppetto, si stacca, ma viene ripreso e arriva secondo. Si mette in luce anche al Tour de l’Avenir. È pronto per il professionismo e firma con la Scic. Anche il figlio, Massimiliano, è stato professionista con la Ceramica Flaminia.

Il fiore all’occhiello è la vittoria nel campionato italiano del 1972, perché arriva in occasione del trofeo intitolato a Salvatore Morucci, ex atleta dell’AS Roma Ciclismo, vincitore del Gran Premio Liberazione del 1957 e morto a 29 anni perché travolto da un camion. Martella vince il trofeo due volte e oltre a lui lo vince anche il giallorosso Giuseppe Fratini.

Nel 1973 torna, a 30 anni, Umberto Proni. Con lui in squadra ci sono Consalvi, Fratini, Gasparini, Gasperini e Tomassi. I ragazzi corrono con bici Chiappini, che vengono costruite in Toscana, e Umberto Proni, che ha un passato di grandi successi anche su pista e una ottima carriera da professionista, non solo sa ancora vincere, ma è il regista della squadra in corsa. Le cose funzionano. L’A.S. Roma è sempre grande.

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