Road to centenario, 1927-1930: i primi successi

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“La nuova Società praticherà calcio, atletica leggera e ciclismo”. Sembra una notizia come tante, quella che compare su tutti i giornali, ma in realtà è l’inizio di una splendida avventura che dopo quasi cento anni ancora ci parla di cuore e passione. La stessa che animò i fondatori dell’A.S. Roma, che scelsero di puntare subito sul ciclismo, e che si è sempre trasmessa tra atleti e dirigenti fino a oggi. Anzi, se per formare la squadra di calcio serve un po’ di tempo e qualche amichevole, la squadra di ciclismo è già pronta. La nuova Società, infatti, assorbe la sezione ciclistica di uno dei club fondatori, la Fortitudo-Pro Roma. Anima del gruppo è Giuseppe Stinchelli ed è lui a firmare il primo atto ufficiale. Dalla sede di Via Uffici del Vicario 35, convoca gli atleti che sono destinati a pedalare in maglia giallorossa.
Dioniso, Rinaldo e Berardino D’Ulisse, Gino Quattrocchi, Giuseppe Zerbini, Gino Fiorucci, Tullio D’Achille, Marcello Carrara, Fernando Fante, Ottavio Pierangeli e Vittorio Trasciatti. Il primo appuntamento ufficiale è la Coppa del Re, in programma il 15 agosto 1927, una data che rimarrà per sempre scolpita nella nostra memoria.
Su carta, invece, al termine della prima stagione restano scolpiti i primi, trionfali, risultati. L’Ufficio Stampa e Propaganda della Roma infatti nel 1928 pubblica un resoconto che ancora oggi ci riempie di orgoglio: “Entrata a far parte dell’A.S. Roma, la sezione ciclismo, al pari delle sezioni consorelle, malgrado il ristretto numero dei componenti, continua a imporsi nel ciclismo romano. Gino Quattrocchi, campione regionale di mezzofondo, Dioniso D’Ulisse, campione regionale su strada, Vittorio Trasciatti, campione romano di velocità per l’anno 1926/1927, e altri talenti come Gino Fiorucci, Salvioni, i fratelli D’Ulisse e Cecconi II, portarono alla Roma nuovi e ambiti trofei, tra cui la prestigiosa Coppa Ave Roma, conquistata definitivamente”.
L’A.S. Roma s’impone subito come la principale Società ciclistica della capitale non solo per il valore dei suoi risultati, ma anche per l’impegno, l’unità di gruppo e la capacità organizzativa che dimostra in ogni occasione.
Nel febbraio e marzo del 1928, i nostri ciclisti dominano varie riunioni su pista, giungono terzi nella gara a squadre per la Coppa del Re e sfiorano la vittoria nella Corsa a cronometro per la Coppa Italia, arrivando secondi per soli 6 secondi, nonostante le gomme a terra al traguardo. E poi ci sono le vittorie che ancora oggi raccontiamo con un sorriso: la Coppa Pagassant, la finale del campionato italiano a cronometro (chiusa al quinto posto nonostante due rotture di pedali), il trionfo di Dioniso D’Ulisse nel campionato regionale su strada, e le imprese di Gino Fiorucci, che portò a casa la Coppa Orlando Pace, la Coppa Platania, la Coppa Nettuno e la Coppa Macao. Luigi D’Alessandri vinse la Coppa D’Ambrosio a Napoli, Aldo Ferronado conquistò la Coppa Montecompatri e la Coppa Ispettorato Sportivo Sublacense.
Gino Quattrocchi, uno dei pilastri di quella squadra, si distingue nel Gran Premio delle Nazioni su pista. Il Motovelodromo Appio, lo stesso luogo dove la Roma Calcio gioca le sue prime partite, diventa il teatro delle nostre vittorie. Qui, l’A.S. Roma Ciclismo trionfa nell’Australiana a squadre, con Quattrocchi, Berardino e Dioniso D’Ulisse e Tullio D’Achille. Arrivano altre vittorie nel campionato Velocità Indipendenti e Dilettanti, sempre con Quattrocchi, e nella Coppa Ottorino Celli.
E poi, dicevamo, c’è anche la grande capacità organizzativa. L’A.S. Roma Ciclismo ha sempre avuto una grande anima non solo in chi pedala, ma anche in chiunque, ad ogni titolo, lavora con e per la squadra. Ed è così fin dall’inizio. Già dal 1928 e nei primi anni la Società inizia a farsi valere anche nell’organizzazione delle gare, diventando un punto di riferimento per la città e per i suoi appassionati. Tutto ciò ci dimostra che, fin dal primo giorno, l’A.S. Roma Ciclismo ha rappresentato non solo uno sport, ma un’idea, un’identità, una famiglia.
E mentre celebriamo questi 25 mesi che ci separano dal traguardo del centenario, vogliamo ricordare che ogni pedalata, ogni gara, ogni vittoria è stata un passo verso il futuro. Un futuro che continueremo a costruire con lo stesso spirito, la stessa passione e lo stesso orgoglio che hanno animato Dioniso, Rinaldo, Berardino, Gino, Giuseppe, Tullio, Marcello, Fernando, Ottavio e Vittorio.
Perché la nostra storia non è solo un ricordo. È un’eredità che portiamo avanti, giorno dopo giorno, con l’orgoglio di sempre. Sempre forza Roma.

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