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di Luca Pelosi (Il Romanista)
L’11 giugno 1933 il giovane talento giallorosso vince la Coppa Campitelli. E’ il quinto successo nella primavera di quell’anno. E’ il migliore della categoria Allievi e si vedono le doti che ne faranno un grandissimo
Undici giugno 1933. Novant’anni e un giorno fa. Sono i giorni di Pietro Chiappini, che in quella annata si sta imponendo rapidamente come il migliore prodotto della categoria Allievi. Nessuno ancora può immaginare che sia destinato a una carriera importante, già descritta più volte in queste pagine, con tantissime vittorie da Dilettante, molti anni di professionismo distinguendosi sia per gare vinte, sia per piazzamenti prestigiosi, sia per la capacità di essere un uomo fondamentale in squadre importante. E nessuno può sapere che la sua vita sarebbe rimasta legata al ciclismo e all’A.S. Roma, al servizio della quale avrebbe messo tutta la sua passione e tutta la sua conoscenza dello sport.
Nel giugno del 1933, come detto, è già il giovane che ha gli occhi addosso più di tutti. Domina le gare Allievi da un mese, ne ha già vinte quattro. La settimana precedente ha dominato il Gran Premio Olympia, dimostrandosi, dopo il passaggio nella categoria superiore di Lazzaretti e Spadolini. “Forte in salita e ottimo velocista – così lo descrive Il Littoriale ha avuto alla sua mercè tutti gli avversari. La media ottenuta sui cento chilometri dal giallorosso e dai suoi avversari, cioè Marconi, Graziotti, Buggini e Bini, è veramente notevole. Ben 35,500 chilometri all’ora. E’ pur vero che il tracciato della gara non comportava, come al solito, dislivelli che potessero mettere in difficoltà i corridori. Cosicché ben venti uomini hanno partecipato alla fase finale”.
Domenica 11 giugno 1933 si svolge la Coppa Campitelli e lui è il più atteso. Il percorso è diverso da quelli sui quali si sono svolte le due gare precedenti, e che lo hanno visto trionfare, motivo per cui molti pensano che non ce la farà. Se ce la dovesse fare, invece, sarebbe la definitiva consacrazione di un giovane talento capace di sapersi muovere su tutti i terreni. Il tracciato sarà meno agevole, non fosse altro che per la salita di Rocca di Papa, che i concorrenti dovranno scalare nella parte finale. Il percorso è il seguente: Roma Portonaccio, Bagni, Ponte Lucano, Zagarolo, Colonna, Frascati, Rocca di Papa, Ariccia, Albano, ancora Roma, per un totale di poco più di cento chilometri.
A cose fatte, cioè a vittoria ottenuta, il Littoriale scriverà: “Nella categoria degli Allievi non ci sono ciclisti che possono minacciare seriamente, soprattutto in volata, il fortissimo atleta giallorosso”. Pietro Chiappini però non è solo talento e potenza, ma è che una bella mente ciclistica, come poi dimostrerà a carriera finita con il suo lavoro di presidente e direttore sportivo dell’A.S. Roma Ciclismo. Dopo aver ripreso Pontino e Marconi al termine della discesa di Rocca di Papa, si è messo al comando, temporeggiando in modo tale che molti suoi compagni rientrassero in gruppo. Soddisfatto di avere vicino il compagno di squadra Faleiani, ha lasciato agli altri il compito di condurre fino all’arrivo, e negli ultimi mentri con uno spunto bruciante soffiava il primo posto a Marconi, che si è dimsotrato forte, sia in salita sia sul piano. Il tutto in una gara lunga più di cento chilometri, con ben 93 partenti, di cui solo una quarantina hanno potuto terminre la gara in tempo utile.

Questa la cronaca della gara, riportata dal Littoriale: “Il passo iniziale è veloce, ma il gruppo si mantiene compatto. Non abbiamo percorso un chilometro che Ponteborve deve fermarsi per forature. E’ il primo infortunato della giornata. Prima di Ponte Mammolo, Rolando e Calderini devono cambiare un tubolare, ma presto potranno rientrare. Poi è la volta di Moscarelli, che cambia una gomma. A Bagni Albule giungiamo alle ore 9. Il gruppo è compattissimo. Al bivio di Marcellina-Palombara, Graziotti deve cambiare la prima gomma. Lasciamo la strada asfaltata per quella di Zagarolo e il passo diminuisce. (…) A chilometro 32 siamo al bivio di Gallicano, col gruppo che comprende circa 70 uomini. Sono quelli dela Concordia a fare il passo, che si mantiene sui 20 chilometri orari circa. Sulla breve ma dura salita che porta a Zagarolo guidano Marconi, Pontino, Latini, Scrivieri, Chiappini, Montuori, Rosati, Camillò. A Zagarolo, chilometro 39, transitano Camillò, SCrivieri, Marconi, Montuori, Pontino, Chiappini, Zecchino, Falciani e gli altri in una lunga fila indiana. Dopo San Cesareo, Scrivieri tenta la fuga, con poca fortuna. La salita di Colonna non porta mutamenti notevoli. Il gruppo è sempre formato da oltre cinquanta uomini. A Frascati al comando c’è Innocenti, quando si torna a salire guidano Chiappini, Latini, Montuori, Crivieri, Marconi, Rosati e Giusti. Rientra Galdelli, ma viene staccato subito dopo. Poi Chiappini tenta una fuga, gli resistono solo Latini e Pontino, ma quando la pendenza aumenta, Chiappini retrocede, Marconi intanto raggiunge Chappini e si pone all’inseguimento dei due fuggitivi che raggiunge sulla piazza di Rocca di Papa. Al controllo a firma della Madonna del Tufo passano, nell’ordine: Marconi e Pontino, a 25″ chiappini, a 40″ Latini, a 50″ Falconi, Scrivieri, Zecchino, Montuori, Galdelli, Fiorucci e Pini. Poco prima di Ariccia c’è il ricongiungimento e il gruppo di testa si forma con Chiappini, Zecchino, Pontino, Marconi, Falcioni, Galdelli, Fiorucci, Montuori e Latini. Galdelli e Fiorucci si mettono a condurre nel vialone dell’Appia Pignatelli. A 100 metri dall’arrivo Marconi parte di scatto, seguito da Chiappini, che negli ultimi metri riesce a mettere la sua ruota davanti a quella dell’avversario”.
Lo aveva già fatto, lo avrebbe fatto in futuro. Vincere, dominare le corse tatticamente, imporre il proprio talento e la propria personalità. Col passare del tempo, se ne sarebbero accorti tutti. Ma il momento in cui fu chiaro a chi conosceva il ciclismo, è stato proprio nella primavera del 1933, nell’anno in cui divenne il dominatore degli Allievi. Un fortissimo Allievo che poi nel corso degli anni sarebbe diventato un maestro per tantissimi ciclisti, giallorossi e non solo.

