Soria: «Questa società ha valori morali e misurabili»
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di Luca Pelosi (Il Romanista)
È un mare infinito, quello dell’A.S. Roma Ciclismo. E dal mare, il suo elemento naturale, un giorno è sbarcato in questo mondo Vincenzo Soria, dealer, con la sua “V Marine”, di imbarcazioni prodotte sotto l’egida del marchio Azimut Yachts. Tra uno yacht e l’altro, però, a un certo punto arriva anche una bicicletta. Arriva per amore, perché Soria è fidanzato con Priscilla Baldesi, oggi sua moglie, e scopre un altro amore. Quello di una famiglia che è sinonimo di A.S. Roma Ciclismo. “All’inizio – racconta Priscilla, che della società è capo ufficio stampa – è stato come entrare in un nuovo ristorante per lui. Te ne parlano, sì, ma quando lo provi è un’altra cosa. Gli dicevamo di venire alle assemblee e rispondeva: “Ma dobbiamo proprio?”. Dopo un paio di volte non poteva più farne a meno, gli veniva automatico partecipare”. Soria conferma: “Ho scoperto un mondo meraviglioso. La mia passione è il mare, nel mio lavoro ho a che fare con imbarcazioni di lusso, con una realtà dove c’è tanta ricchezza. È stato entusiasmante entrare in una realtà dove c’è spazio per tutti. Sono rimasto rapito da tutte le persone conosciute grazie all’A.S. Roma Ciclismo. Da chi ti raccontava la pedalata della domenica precedente a chi aveva aneddoti a non finire, dal benestante che pensa a se stesso come a un professionista a chi risparmia apposta per comprarsi le maglie dell’A.S. Roma ciclismo. Tutti uniti dalla stessa passione”. “Come la Roma, no?”, sottolinea Priscilla. Sì, come la Roma, che da sempre, proprio come la città di cui porta il nome, è una grande madre che accoglie tutti. “Roma, Roma, solo Roma e basta”. Per lei è questo. Per lui, Vincenzo (sì, lo chiamiamo per nome, nel mondo della Roma siamo tutti amici anche se non ci conosciamo), anche. “Sono sempre stato vicino alla società. Poi, quando l’ha presa in mano il presidente Lorenzo Baldesi, ho avuto la certezza che questa era una realtà che non sarebbe mai sparita. Tutti uniti dalla stessa passione, tutti uguali di fronte alla maglia giallorossa. Lì sono entrato come sponsor. Lorenzo si è trovato di fronte a un gruppo smarrito. Si chiedevano che cosa sarebbe stato di loro. E l’ha fatto crescere, ha trascinato tutti, aveva solo 21 anni. Ci ha messo del suo anche economicamente, motivo in più per aiutarlo. Forse non sapeva neanche da dove cominciare e allora è partito dalla passione di tutti. Tutti ci credevano. L’ho visto, l’ho toccato con mano, ho pensato che era una realtà che sarebbe sopravvissuta a tutto. Anche a una pandemia. E il presente lo dimostra”.
Non sono parole, sono fatti. Dieci anni fa, ai tempi delle prime gimkane, in Piazza Don Bosco, è stato lui, Vincenzo Soria, ad andare a prendere il presidente Baldesi, stremato, alle 5 del mattino. E non solo. L’abbiamo visto sistemare le transenne quando il Giro d’Italia è arrivato a Roma, nell’area riservata alla Roma Ciclismo, darsi da fare per creare spazio agli atleti giallorossi, calarsi con una immensa dedizione in un mondo diverso dal suo. Che oggi sente suo. Sporcarsi le mani, si potrebbe dire. “Invece no – risponde – è proprio la pulizia di una passione così genuina che mi piace”, precisa. Per la Roma Ciclismo ci sono sempre stato”, dice con orgoglio.
Attenzione, però. L’A.S. Roma Ciclismo per un imprenditore così importante non è solo una questione di famiglia. “I valori che ho scoperto in questi anni non sono solo morali. Sono concretamente misurabili. Baldesi ha capito che la società doveva crescere, che aveva un grande potere attrattivo. Per la sua storia gloriosa, per il suo presente vitale, per un futuro ricco di potenziale. Si è allargato alle Mountain Bike, alle scuole per bambini. Ha creduto incondizionatamente nel valore di questo sport, esattamente come ci credono tutti i tesserati e tutti coloro che, pur non essendolo, si sentono ugualmente parte della Roma. Questo è un valore che non può non convincere un imprenditore a investire in una società legata a storia, sentimenti e persone da un filo che non si spezzerà mai”. Priscilla annuisce. “Roma, Roma, solo Roma e basta”. Stavolta lo dicono insieme. Vincenzo Soria, con V Marine, è ancora insieme all’A.S. Roma Ciclismo, ci resterà, e non sarà da solo.

