Per questa maglia e oltre. «Un onore vestire la Roma»

Regoli (On Sport Wear): «In comune passione, artigianalità e voglia di migliorare»

di Luca Pelosi (Il Romanista)

 

Se la vita è l’arte degli incontri, il mondo dell’A.S. Roma Ciclismo è arte pura.
Ed è per questo che è venuto naturale l’incontro tra il sodalizio giallorosso e la “On Sport Wear”, il nuovo partner tecnico. Amore e passione per ciò che si fa e costante tensione verso il miglioramento. Così sono nate le maglie che colorano di giallorosso le strade, ovunque passano i ciclisti della Roma.

Come nasce, invece, la “On Sport Wear”, ce lo racconta il responsabile vendite e amministrazione Giacomo Regoli: “Siamo sul mercato dal 1966, a lungo abbiamo prodotto solo biancheria intima per signore, poi tra il 2009 e il 2010 ci siamo aperti allo sport, con calcio e basket. Ma abbiamo sempre avuto il pallino del ciclismo. Personalmente non sono un ciclista, ma amo guardarlo in tv e ho sempre percepito la bellezza e la passione di questo mondo”. Non è un caso. L’azienda ha base a Cecina, da dove viene Paolo Bettini, campione olimpico e due volte campione del mondo. Conosce bene la “On Sport Wear”, come il campione Ironman Domenico Passuello. “Dal 2014 siamo nel ciclismo – ci racconta Regoli – Attrezzatura e stoffe c’erano, abbiamo provato ed è andata bene. Già dal terzo anno avevamo rapporti con squadre professionistiche e semiprofessionistiche, prima soprattutto in Toscana, poi il nostro nome ha iniziato a girare”.

Gira in tutta Italia, anche se Regoli guarda sempre volentieri più a sud. “Giacomo”, ci dice. “Noi diamo del tu e non del lei. Preferiamo le strette di mano alle firme sui contratti. Meglio una vera lite che un finto complimento. Al sud ho sempre trovato questo modo di fare e mi trovo bene. Lavoravo già con un team di Civitavecchia, poi, siccome il mondo del ciclismo funziona spesso col passaparola, è arrivato l’incontro con Lorenzo Baldesi e Flaminia Blasetti”. L’A.S. Roma Ciclismo. “Con loro ho instaurato da subito un ottimo rapporto, che spero non finisca. Sono persone splendide, come se ne trovano raramente nel mondo del lavoro. Sono rispettose e alla mano, non c’è mai stata una volta in cui mi abbiano messo in difficoltà o in cui mi sia sentito io in difficoltà nel dire qualcosa. È una dote che si trova raramente. Personalmente poi sono stato già spesso a Roma, adoro il dialetto romano e il modo di essere diretto degli abitanti della città. Se ti devono dire una cosa, te la dicono chiara. E questo mi garba. La passione che vedo nella Roma è la mia, dopo il podio di Severa li ho chiamati e ho detto loro che ora bisogna arrivare primi. Non sono solo il fornitore, sono un tifoso della Roma Ciclismo”. 

Giacomo, che ormai chiamiamo per nome e al quale diamo del tu, è un tifoso del ciclismo. “Sì, mi piace tutto di questo mondo. Il ciclista ha bisogno di provare fiducia vedendo un marchio su gente importante e noi abbiamo collaborato con personaggi e squadre che contano. Ma, come detto, conta soprattutto il passaparola. Il mio approccio è artigianale. Non guardo ai grandi marchi per copiarli, preferisco osservare il feedback che arriva direttamente dai ciclisti. Se ricevo una osservazione su un pantaloncino da gente che da trent’anni va in bici, ci sto attento. E lavoro perché l’azienda abbia una sua riconoscibilità. Non saremo i più bravi, ma ciò che facciamo è rigorosamente nostro. Preferisco così, piuttosto che essere la brutta copia di altri. In fondo i materiali sono gli stessi, si trovano ovunque, ciò che conta è la lavorazione”.

E la divisa della Roma come nasce? “Sei materiali diversi e otto lavorazioni. Sono maglie performanti, più da professionista che da amatore. La nostra linea è orientata al professionismo, ma abbiamo taglie e modelli per tutti. Inoltre ciò che ci caratterizza è il nostro essere elastici e dinamici. Non mi fermo alla prima fornitura, se dopo una settimana ricevo un nuovo ordine, in pochi giorni siamo pronti a inviare il materiale. Mi piace alzarmi la mattina alle 5 e lavorare fino alla sera alle 7. Non abbiamo limiti, non pongo paletti, vedo e studio il ciclismo. Parlo con chi ne sa, mi emoziono. Quando è venuto Fontanelli, ex gregario di Pantani, e ci ha raccontato il dietro le quinte del Tour de France, ci ha fatto venire i brividi”. E intanto lavora per togliere i brividi dalla pelle di chi pedala, con tessuti sempre migliori. “E pensando prima a migliorare l’immagine e i valori. I soldi vengono dopo, sono una conseguenza. Abbiamo prodotto 90 mila mascherine per il comune senza guadagnarci un euro. Anche per questo mi sono trovato bene con la Roma Ciclismo, mi sono immerso in questo mondo, ho letto il libro sulla storia della Società e mi sento uno di loro”. Uno di noi, in ogni maglia On Sport Wear, dell’A.S. Roma Ciclismo.

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