Il punto. «C’è stata una buona partecipazione». Sul lavoro svolto: «Il passato non possiamo cambiarlo, ma guardiamo con fiducia al futuro»
di Luca Pelosi (Il Romanista)
Il caldo non ferma i ciclisti dell’A.S. Roma, al massimo li rallenta. E così, agosto diventa tempo di un primo bilancio, in attesa del ritorno alle gare a settembre. «Fino a questo momento è stata sicuramente una stagione positiva – dice il responsabile del Team Strada, Nazzareno Asci – Intanto mi piace sottolineare l’aspetto della partecipazione, che è sempre stata molto buona, considerando il momento storico. Il mondo amatoriale è in una fase in cui tanti ciclisti, dopo la pandemia, hanno cambiato approccio e stanno rinunciando a partecipare alle granfondo perché hanno visto che se fanno il giro domenicale con gli amici, si divertono allo stesso modo senza le difficoltà logistiche che ci sono nello spostarsi per una gara. Non a caso si dice che in futuro si andrà verso un calendario dove si alterneranno prove più vicine al cicloturismo con poche granfondo, ma tutte di livello molto alto sia per la partecipazione sia per l’organizzazione. Staremo a vedere. Per il momento siamo contenti del fatto che l’A.S. Roma Ciclismo continua a distinguersi e a colorare le strade italiane di giallorosso, e già questo è un ottimo risultato, al di là del fatto che anche a livello agonistico ci siamo distinti».
Ogni bilancio, se fatto con onestà, caratteristica che nell’A.S. Roma non manca mai, impone anche di guardare a cosa poteva andare meglio: «C’è sempre qualcosa che poteva andare meglio, ed è normale. Quest’anno, ad esempio, avremmo potuto portare a casa altri risultati importanti con Pietro Tranfa e Claudia Romani, ma entrambi hanno avuto degli infortuni che li hanno fermati. È stato un peccato, ma fa parte del gioco. L’altro mio rammarico è aver mancato la qualificazione al campionato del mondo. Col senno di poi, abbiamo scelto una gara forse troppo difficile, come si è rivelata la granfondo Svizzera Uci Villars, dove ci siamo presentati con Romina D’Angelis, Carmelina Esposito e Riccardo Romani. Forse se avessimo scelto un altro appuntamento, ce l’avremmo fatta, ma pazienza. Il passato non possiamo cambiarlo, ma guardiamo con fiducia al futuro».
De Carolis: «Noi non ci arrenderemo mai»
Non è stata un’annata facile fino a questo momento per il Team Mountain Bike dell’A.S. Roma Ciclismo. Ma se si sceglie uno sport come il ciclismo, e in particolare se si sceglie la mountain bike, non ci si arrende mai. È un mondo a parte, come ci spiega il referente del Team MTB dell’A.S. Roma Ciclismo, Massimo De Carolis: «Prima di parlare dei fattori contingenti di questo 2022 per noi, è giusto sottolineare la particolarità del mondo della mountain bike e la grande differenza che c’è rispetto alle gare su strada. In mountain bike si fanno molti meno chilometri, ma capita che una prova da 40 o 50 chilometri si senta sulle gambe come una gara su strada da più di 200 chilometri. Questo dipende dalla bici, dal terreno, perché lo sterrato naturalmente non è come la strada, e dal dislivello. Spesso capita che in una prova da 40 chilometri ci possano essere anche 2000 metri di dislivello. E già questo dato rende l’idea della difficoltà tecnica e fisica nell’affrontare una prova del genere».
Il 2022, come detto, non è stato semplice. «Nella prima parte della stagione – prosegue Massimo De Carolis – siamo riusciti a essere presenti nella 6 ore di Sabaudia e a Viterbo, dove sono salito sul terzo gradino del podio insieme a Gabriele». Si parla di Gabriele Diaferia, il responsabile del settore, per tutti “il Cap”, che attualmente è costretto a rimanere fermo. Lo stesso Massimo De Carolis è stato costretto a ridurre il tempo da trascorrere in bicicletta. «Vedremo se riusciremo a ripartire a settembre – ci dice – per ora alcune gare sono state annullate. Ce ne sarà una a settembre nella pineta di Ostia dove cercheremo di essere presenti. Non andremo a Capoliveri, sull’Isola d’Elba, perché è una prova per la quale servono allenamento e costanza. Sarebbe inutile andare lì, fermarsi a metà gara e ritirarsi. Non è il caso». È il caso, però, di continuare a seguire il Team MTB dell’A.S. Roma Ciclismo, perché, come dice Massimo De Carolis, «non ci arrenderemo mai. Arriveranno tempi migliori, questo è poco ma sicuro».

