Mariola Slyz: “I miei primi, fantastici, mesi con l’A.S. Roma”

È stata una scoperta per l’A.S. Roma e l’A.S. Roma lo è stata per lei. I primi mesi di Mariola Slyz con la società giallorossa, al di là degli ottimi risultati ottenuti nelle prime gare, sono una storia da raccontare. Ed è proprio lei a farlo, a partire dall’inizio. Un inizio decisamente particolare. “Stavo pedalando sul lungomare tra Ostia e Torvaianica. Attenzione, per me pedalare vuol dire sempre spingere al massimo. E così stavo facendo anche quel giorno, mentre anche il gruppo della Roma si allenava. Ci siamo incrociati e ho parlato per un po’ con Nazzareno Asci e Luigi Maura, che mi hanno proposto di correre con loro. Mi hanno spiegato come funziona la società, l’attenzione che hanno verso le donne ed eccomi qui. Felice di esserci, perché tutto quello che mi è stato prospettato si è rivelato vero. L’A.S. Roma è una squadra seria, portare questa maglia storica è un orgoglio. La indosso anche se vado in bici da sola”.
Un punto di partenza niente male, anche se il vero battesimo è stato alle Strade Bianche. Decisamente tosto. “Non ero sicura all’inizio, pur avendo iniziato ad allenarmi con l’A.S. Roma da dicembre. Venivo da quasi tre anni di pausa a causa di un incidente. Mi era venuto addosso un pullman. Da quel momento in poi in bici avevo soprattutto passeggiato. Però le Strade Bianche erano un sogno che coltivavo da tanto tempo. Non ero abituata allo sterrato, avevo paura di forare, perché non sono il tipo che in un caso del genere fa tutto da sola. Invece è andato tutto bene, all’arrivo tutta Piazza del Campo mi ha sentito urlare: ‘Nazzareno, ce l’ho fatta!’. E così ho iniziato anche a fare altre gare del circuito Pedalatium”.
Più si va avanti, più Mariola si convince che la scelta è stata giusta: “Le mie insicurezze sono sparite definitivamente con un messaggio di Nazzareno che mi ha dato la scossa. So che posso fidarmi, ha l’esperienza sufficiente per capire se sono pronta o meno. Vedeva come mi allenavo e sapeva che potevo farcela. Poi sono migliorata tanto, ho imparato a gestire le discese, a come inserire i rapporti e mi sento più forte“. Non è scontato, dato che la storia di ciclista di Mariola inizia da una difficoltà: “Avevo avuto un incidente in montagna, sciando. L’ortopedico mi aveva detto che pedalando il ginocchio avrebbe potuto migliorare ed evitare un’operazione. Di certo non poteva sapere che mi sarei comprata una bici da corsa, cosa che avevo sempre sognato. Mi è piaciuto, ho trovato una squadra, fino all’incidente col pullman e all’inseguimento di Nazzareno”.
E ora, Mariola cosa insegue? “Continuerò col Pedalatium e poi il 26 luglio farò una 12 ore, in vista della 24 ore di settembre, che aspetto con ansia. Ho già fatto randonnée e sono abituata a stare in bici anche 8 ore, ma ora allungo e vediamo quanto valgo. Mi sento pronta e piena di energia, nell’A.S. Roma ho trovato un ottimo ambiente ed è molto bello anche che tra noi donne ci sia solo complicità e non competitività. Siamo una squadra seria, una squadra vera, che mi ha fatto capire che posso fare ancora qualcosa di importante, nonostante i miei 55 anni”. E nonostante i suoi quasi 100 anni, l’A.S. Roma ha un’altra storia da raccontare. Quella di Mariola.

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