Da Barcellona a Madrid. Da solo, ma con la compagnia della bici e di caldo, vento, imprevisti di vario tipo, il pensiero degli amici che lo aspettano. E il pensiero che torna sempre alla Spagna, come ci racconta Manuele Fattorossi, ciclista dell’A.S. Roma che in questo modo ha passato la fine di maggio e l’inizio di giugno. “Sono legato alla Spagna da sempre, – racconta – ci ho vissuto in vari momenti della mia vita. È iniziato tutto a fine anni ’80 e lì ho costruito amicizie che hanno resistito nel tempo. E infatti ad aspettarmi a Madrid c’erano proprio i miei amici storici. La scelta di fare questo percorso da Barcellona alla capitale spagnola è stata proprio una sorta di omaggio a questa parte della mia vita. Tra l’altro il percorso in parte ha ricalcato quello di una gara che si fa in senso contrario, da Madrid a Barcellona, e che si chiama la Via Verde. Sono circa 600 chilometri, io ne ho fatto qualcuno in meno, perché ho dovuto fare una deviazione”. Che cosa è successo? “Il 31 maggio, dopo 300 chilometri e 3000 di dislivello, avevo già attraversato varie situazioni a livello meteorologico. C’erano tratti a 42 gradi, tratti col vento contro, ho dovuto anche affrontare una strada in costruzione con 30 chilometri che praticamente erano di sterrato, in mezzo al fango. Mi sono ritrovato però prima di affrontare una salita che mi avrebbe portato a 1500 metri di altitudine con il tempo che stava cambiando in peggio. Facevano 17 gradi, quindi mi sarei ritrovato verosimilmente a 2 o 3 gradi una volta arrivato in cima. E così, all’altezza di Cuenca, ho fatto una deviazione”.
I problemi non sono mancati. Uno, in particolare: “Tanta solitudine. Ma lo sapevo. La geografia di quei posti è molto diversa dalla nostra. Le strade sono lunghe e isolate, ogni tanto c’è qualche paesino fantasma. Infatti ho faticato a trovare ospitalità per la notte. La cosa positiva è che c’è molto rispetto per i ciclisti. Gli automobilisti non si muovono se non sono sicuri, i camionisti ogni tanto ti salutano felici. Dipende sia dalle leggi del posto sia dalle strade, che sono fatte in maniera tale da garantire la sicurezza sia a chi pedala sia a chi guida”.

A un certo punto arriva anche un incontro tutto giallorosso: “Nei pressi di Madrid ho incontrato Beatriz Gallego Fernandez, ciclista spagnola che lo scorso anno è stata con l’A.S. Roma. Ci siamo visti in pausa pranzo (la sua) nei pressi dell’università dove lavora. Ricorda con nostalgia l’anno vissuto insieme, le piacerebbe tornare a gareggiare in Italia. In Spagna sta continuando a ottenere ottimi risultati ed è grata all’A.S. Roma e ai consigli di Nazzareno Asci per quanto è migliorata. Lei mi ha consigliato le strade da evitare e poi sono arrivato a Madrid. La città del mio cuore. Gli ultimi chilometri me li sono goduti tutti”.
E il pensiero va già alla prossima impresa: “Sono cose che faccio per il mio compleanno. Le ho fatte anche in Italia, andando ad esempio da Roma a Padova o da Roma a Firenze, sempre in solitaria. Ora chissà, sto già pensando alla prossima impresa da regalarmi. Questi giri in solitaria diventano sfide con sé stessi. Affrontare non tanto le avversità, ma gli imprevisti, e risolverli da soli in una nazione diversa dalla nostra, lo rende ancora più affascinante. Farlo in due sarebbe stato più facile, ma da soli ti metti alla prova mentalmente e ti fortifichi anche nella vita reale di tutti i giorni. E tutti noi ne abbiamo bisogno per sopravvivere”.

