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di Mauro Gemma
L’Emilia-Romagna non ha sorriso agli Juniores giallorossi o forse sono i nostri a essersi girati dall’altra parte. Sia come sia, il 20 G.P. Colli Marignanesi era una delle prime gare “complete” della stagione – saliscendi, strappi e pendenze di un certo livello – arrivata però nel primo vero momento di crisi del Racing Team A.S. Roma Coratti.
Quello di ieri doveva essere il campo di battaglia dal quale ripartire dopo la prova scura di domenica scorsa, ma così non è stato e ora ci si chiede cosa non stia andando, soprattutto dal punto di vista mentale.
199 partenti per 96,2 chilometri (5 giri da 14,5 e poi variazione finale con strappo importante).
Pronti-via gruppone compatto e primo giro abbastanza tranquillo. All’inizio del secondo timido tentativo di fuga di un paio di volenterosi, che però non riescono ad accumulare più di venti secondi sugli inseguitori – che infatti li riassorbono in una manciata di pedalate.
Nel frattempo una parte dei ciclisti giallorossi riesce a restare con i primi, gli altri invece sgomitano a centro gruppo. All’inizio del terzo giro cambia un po’ il ritmo, con la carovana che si spacca e 80 atleti – compresi i nostri Caferri, Colladon, Gabrielli e Severa – che riescono a lasciare indietro tutti gli altri.
E mentre al quinto giro Di Meo, Fantozzi, Maggi e Secondini sono costretti al ritiro, il gruppone davanti continua compatto ancora per una manciata di chilometri.
La svolta vera infatti arriva a due giri dalla fine, quando un tentativo di fuga più concreto dei precedenti porta tre corridori a staccarsi con decisione dal gruppo; tentativo che va in porto, visto che i fuggiaschi riescono ad accumulare circa un minuto di vantaggio sugli inseguitori.
A dettare il ritmo è Giulio Pellizzari (Unione Ciclistica Foligno), che si era già fatto notare il 21 marzo scorso al Trofeo GLS/GS.
All’imbocco dell’ultimo giro i due inseguitori perdono qualcosa, mentre il gruppo dietro pedala a circa 50 secondi.
È il momento dello strappo finale – 700 metri con un tratto al 15% – che il fuggitivo imbocca con 90 secondi di vantaggio sul gruppo, compatto dietro: Pelizzari si alza sui pedali e affronta bene la salita, dietro gran bagarre, ma la fatica inizia a farsi sentire.
Scavallato “l’Isola di Brescia” restano gli ultimi 10 chilometri e il gruppo nel frattempo si fraziona in più tronconi. In quello più vicino alla testa riesce a restare Severa, indietro invece gli altri tre giallorossi rimasti in gara.
Pelizzari inizia a sentire il fiato sul collo (a 5 chilometri dall’arrivo infatti il suo vantaggio si era ridotto a 30 secondi), ma dopo una lunghissima cavalcata in solitaria l’atleta marchigiano riesce comunque a portare a casa la vittoria finale.
Dietro la lotta per il secondo posto si fa serrata. A 3 chilometri dall’arrivo è Severa a tentare un allungo in ottica volata, ma senza raccogliere frutti. Alla fine prova a entrare nella lotta per il podio, forse però ha finito la benzina e arriva solo 26esimo.
«È inutile dire il contrario: ci aspettavamo molto di più», ha detto Simone Coratti.
«Dopo i segnali positivi di inizio stagione sembra che da qualche gara siamo in un cono d’ombra. Le disposizioni pre-gara erano chiare – continua Coratti – ma i ragazzi non sono riusciti a esprimersi al meglio».
«Le gambe ci sono, ma a volte la testa sembra essere da un’altra parte e questo ovviamente non va bene. Testa e gambe devono lavorare in parallelo, se no è inutile» ha concluso Simone Coratti, visibilmente contrariato.
Sembra che prima di risalire in sella in settimana ci sarà da sedersi attorno a un tavolo.


