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Fonte: inbici.net
È stato presentato il 29 maggio, attraverso un webinar, lo studio CoVivere, commissionato dall’ambasciata dei Paesi Bassi in Italia. Il titolo dello studio è di per sé molto indicativo: come convivere con il Covid-19 e con le regole di distanziamento sociale, utili per prevenire il contagio.
Il Coronavirus, secondo gli studiosi, potrebbe essere uno shock abbastanza simile a quello che negli anni ’70 è stato vissuto dagli olandesi, in quanto in quegli anni il costo del petrolio era quadruplicato in pochissimo tempo. La benzina era un bene di lusso: di conseguenza si è cercata sempre di più una mobilità alternativa, ed è per questo che oggi sono tantissimi gli olandesi che preferiscono spostarsi in bicicletta.
Spesso si dice che «Amsterdam è sempre stata ciclabile», ma in realtà non è così.
Questa foto in bianco e nero risale al 1975, e le piste ciclabili erano appena spuntate fuori. Il modello olandese è importante in quanto bisogna purtroppo tenere presente che l’OMS considera probabile una seconda ondata di pandemia, e soprattutto bisogna prepararsi anche a possibili nuove pandemie, in quanto non abbiamo ancora delle garanzie per un vaccino o per una cura.
Non bisogna però solo favorire l’utilizzo delle biciclette, ma anche limitare gli spostamenti delle persone favorendo il lavoro online. Sotto questo punto di vista, Paesi Bassi e Finlandia sono le prime due nazioni al mondo che fanno utilizzo di telelavoro, mentre l’Italia è tra le ultime insieme alla Grecia. Secondo lo studio CoVivere, il problema più grave nello sviluppo del telelavoro è la mancanza di fiducia tra datore di lavoro e dipendente. Inoltre, bisogna incentivare anche il trasporto pubblico: in Francia, ad esempio, l’utilizzo dell’accoppiata treno+bici è ormai considerato come un tutt’uno.
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Il bonus di 500 euro messo a disposizione dal Governo per favorire l’acquisto di biciclette presenta diverse criticità, che dovrebbero essere corrette prima che la bozza si trasformi in legge.
A sollevare diversi problemi è un articolo de Il Sole 24 Ore, a firma di Alex D’Agosta, che elenca tutta una serie di criticità da dover risolvere in tempi stretti. In primo luogo è discutibile la modalità di erogazione, in quanto i fondi messi a disposizione dal Governo, secondo la situazione attuale, potrebbero accontentare poche centinaia di persone.
Inoltre, essendo l’utente a dover chiedere il rimborso presentando la ricevuta di acquisto, vi è il serio pericolo di un click day abbastanza simile a quello che hanno dovuto vivere i lavoratori autonomi che hanno richiesto il bonus all’INPS.
Sempre secondo il quotidiano di Confindustria, la criticità più importante da risolvere è quella di incentivare non solo l’acquisto, ma anche l’utilizzo della bici, creando infrastrutture ciclabili: non solo piste, ma anche parcheggi che possano prevenire i furti dei mezzi.

