Sensazioni forti. Entusiasmo, voglia di partecipazione, nostalgia, impegno, identità. E tanto altro, perché ognuno dei ciclisti giallorossi che lo scorso 24 aprile ha partecipato al Gran Premio Liberazione che si è svolto in città, con partenza e arrivo alle Terme di Caracalla, porta nel proprio cuore ciò che gli ha trasmesso una giornata vissuta all’insegna dell’amore per il ciclismo e per i colori della città di Roma, quindi quelli dell’A.S. Roma.
Si tratta di una manifestazione che nasce con l’A.S. Roma, vincitrice con un suo atleta delle prime tre edizioni, in un luogo che porta alla mente anche ricordi più recenti, come quelli legati alla Granfondo Campagnolo Roma, che ha visto la società giallorossa primeggiare in ogni edizione come gruppo compatto. O quelli legati alla Minifondo, format ormai consolidato che ha portato tanti bambini in passato a pedalare divertendosi proprio in questi luoghi legati alla storia della città, dello sport, e del ciclismo in particolare, come è lo stadio oggi intitolato a Nando Martellini (che non è stato solo un telecronista di calcio, ma anche di ciclismo).
Ai posti di partenza c’erano Enrico Giuliani, Cristian Decortes, Mario Panico, Giuliano Buzzetti, Alessandro Bonfini, Felice Compagnone, Agnese Giambenedetti, Daniele Pallante, Gabriele Guglielmi e Luciano Sforza.
Queste le parole del segretario generale Flaminia Blasetti “Ho provato tanto orgoglio nel vedere i nostri atleti accettare la sfida del Gran Premio Liberazione, aperto agli amatori. Sicuramente questa gara si differenzia tantissimo da quelle alle quale partecipiamo solitamente, ma questo non ha fermato i ragazzi che comunque hanno voluto mettersi alla prova. Indipendentemente dal risultato vederli insieme e uniti ha confermato quanto questo gruppo sia solido e fortunatamente coeso. Un plauso speciale lo voglio fare a Giuliano Buzzetti che è riuscito a terminare la competizione restando sempre al passo di ex professionisti. Una gara strepitosa la sua nonostante fosse reduce da una forma influenzale, sfidando anche il diluvio che è sopraggiunto poco dopo l’inizio della competizione. Purtroppo le problematiche dell’organizzazione sul cronometraggio non ci hanno permesso di tornare a casa con dei premi ma nessuno potrà toglierci l’immensa soddisfazione, seppur non ufficialmente riconosciuta. Ringrazio veramente tutti i partecipanti che mi hanno regalato una giornata splendida”.
Enrico Giuliani, responsabile del settore endurance, raccontadi aver “fatto un salto indietro nel tempo”. E poi spiega: “Da un bel po’ faccio solo endurance, ma al Liberazione sono tornato ai tempi in cui facevo gare più veloci. Una serie di circostanze sfortunate mi hanno consigliato di fermarmi, ma resta una bella giornata, una bella prova di squadra e una esperienza positiva”.

Questo il commento di Giuliano Buzzetti “Hai presente quando avresti voglia di fare una cosa ma ti senti completamente inadeguato? Ecco questo è il Gp Liberazione. Una gara per specialisti. Veloce,nervosa e piena di rilanci spezzagambe. A rompere gli indugi è stata la As Roma che ci ha chiamati a raccolta per onorare la gara della nostra città.
Mi sono schierato in griglia privo di voce a causa di una laringite, con scarso allenamento in questo tipo di prove ma felice di esserci.
Pronti via e ho già gli occhi di fuori. Tutto previsto! Si tratta solo di resistere qualche giro e poi chissà…Giro dopo giro sono sempre agganciato al gruppo e ad ogni giro a spingermi è il tifo dei miei compagni da bordo strada che mi rilanciano come un elastico. Ad ogni giro penso di fermarmi, poi sento le loro grida e dico vabbè al prossimo mi fermo e invece ho concluso la gara.
I primi chiudono con 39 di media , io con un onorevole 38 (mi ricorda Aalborg!) All’arrivo sono completamente zuppo per la pioggia ma gli ombrellini Mario e Cristian hanno fatto un ottimo lavoro di Team degno di un GP!”
Questo è esattamente lo spirito della squadra giallorossa!ph: Diego Quijano

