Un periodo di rinnovamento
I primi anni 60 sono anni di rinnovamento per l’A.S. Roma Ciclismo, che per un breve periodo si concentra sui giovani e poi riparte alla grande con l’attività dilettantistica. Alla guida, dal punto di vista sportivo, c’è sempre Pietro Chiappini, mentre inizia la presidenza di Renzo Baldesi, che succede a Ferioli e Ciampini.
L’ultimo guizzo tra i dilettanti arriva nel 1963 con la vittoria di Fabrizio Carloni nel giro dell’Abruzzo. Sugli scudi anche il fratello Sergio, che vince. Poi lui, insieme ad altri compagni di squadra, si trasferirà al G.S. Ferrarelle, perché l’A.S. Roma momentaneamente abbandona l’attività dilettantistica.
Le difficoltà e la scelta di puntare sui giovani
Le difficoltà sono tante e di varia natura, compreso il fatto che l’ingrandimento della città di Roma rende sempre più difficile allenarsi.
Così per due anni l’A.S. Roma si dedica ai giovani, con l’inesauribile Pietro Chiappini che non va solo a caccia di talenti, ma si dedica anche a farli crescere come atleti e come persone.
Naturalmente però servono anche occasioni per mettersi alla prova. Così nel 1964 la Società prova a organizzare una gara in memoria di Armando Lugari, il presidente che era succeduto al fondatore Giuseppe Stinchelli.
Il trofeo è organizzato in tre gare.
Nella prima Oreste Spadolini batte Maurizio Rondoni del Gs Gerini e Antonio Zanon, futuro giallorosso ma ancora tesserato con il GS Libertas Lazio.
Nella seconda Spadolini batte Zanon e Mario Rotoli, della Polisportiva Tarquinia.
Anche nella terza prova arrivano davanti a tutti Spadolini e Zanon, col terzo posto di Rondoni.
E così Spadolini alza il trofeo che onora la memoria dell’ex presidente.
Nel 1965 si replica, con la stessa formula, ma stavolta Spadolini è secondo. Nella classifica a squadre invece vince l’A.S. Roma davanti alla Lazio.
Un altro derby vinto.
La nuova generazione giallorossa
Nel 1965 la Società raccoglie finalmente i frutti del lavoro fatto sui giovani negli anni precedenti e mette insieme una squadra di ragazzi nati tra il 1946 e il 1947 tutti cresciuti fin da giovanissimi con la maglia giallorossa addosso.
L’elemento di punta è Luciano Frezza, che ha solo 19 anni ma è già in vetta a tutte le classifiche di rendimento pubblicate dal comitato regionale. Vince 8 corse nel suo primo anno da dilettante, dopo averne vinte diciassette nei suoi due anni nella categoria Allievi.
A guidare la squadra dall’ammiraglia c’è Guido Frezza, il fratello. Pietro Chiappini nel frattempo è diventato vicepresidente insieme a Mario Lugari, figlio dell’ex presidente Armando, la Società è sempre più strutturata e ai ragazzi cresciuti nel settore giovanile aggiunge nomi destinati a dare grandi soddisfazioni e cioè Giovanni Bramucci, Antonio Zanon, Luciano Maurizi, Angelo Iacomini e Domenico Pagliari.
L’A.S. Roma non sta per tornare grande.
È già grande.

