L’AD dello sponsor tecnico giallorosso: «Il rapporto con l’A.S. Roma Ciclismo va al di là della partnership commerciale. Tante soddisfazioni ed emozioni con questa società»
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di Luca Pelosi (Il Romanista)
Non è soddisfatto del rapporto con l’A.S. Roma Ciclismo. «Sono soddisfattissimo». Niente paura, Giacomo Regoli è così, ti travolge con il suo entusiasmo e spesso ti sorprende. Non è un caso che la sua On Sport Wear, di cui è AD e responsabile vendite, che per il secondo anno prepara le divise delle cicliste e dei ciclisti giallorossi, rafforza e rilancia il rapporto con la società. «Sono soddisfattissimo della Roma – ci dice – prima di tutto per il gruppo di persone che vi ho trovato. Solo in un secondo momento viene l’aspetto commerciale ed economico. Mi è piaciuto l’ambiente, ho imparato a conoscere e ad apprezzare le persone e col tempo abbiamo implementato accordi commerciali anche con aziende collegate alla Roma, come Nitage, e con bici.pro». Non è ancora tempo di bilanci. «Quelli si fanno alla fine e la fine è ancora lontana. In questo punto dell’anno comunque passa tutto tranquillamente in secondo piano, per quante sono state le soddisfazioni. Certo, qualche problemino c’è stato, ma è inevitabile, succede sempre. L’importante è che da lì non nascano contrasti e che si lavori insieme per aggiustare il tiro. È quello che è successo ed è uno dei motivi di soddisfazione. Tra l’altro c’è sempre tanto fermento intorno ai colori giallorossi e questo non può che farmi piacere».
Tanti i momenti che hanno emozionato Giacomo Regoli in questo primo periodo insieme all’A.S. Roma Ciclismo. Ma se gli si chiede un’istantanea, una foto, non ha dubbi: «La RomaXXIVh di Vallelunga, vedere le nostre maglie sfrecciare su un autodromo. Non mi era mai capitato. Ero ai box, addirittura a rilasciare interviste, ma anche a godermi tutto il bello del lavoro artigianale che c’è dietro il mondo della Roma, dove per “artigianale” va intesa la grande cura che la società mette in ogni cosa che fa, a partire dalle relazioni umane. È una specificità della Roma e del ciclismo in generale, ti leghi a un sodalizio a prescindere dai contratti e ti ritrovi a parlare di questioni che vanno oltre il contratto stesso, come progettazioni, eventi, camp e tanto altro. Il ciclismo ce l’ho dentro. L’azienda ha base a Cecina, da dove viene Paolo Bettini, campione olimpico e due volte campione del mondo. Ho conosciuto bene Fontanelli, ex gregario di Pantani. Ci ha raccontato il dietro le quinte del Tour de France, ci ha fatto venire i brividi. Conservo in ufficio la bottiglia che stappano al Giro d’Italia e, anche se non sono tifoso romanista nel calcio, ho sempre apprezzato ciò che trasmette la Roma, a partire da una storia unica come quella di Totti, che mi sarebbe piaciuto conoscere per il campione che è stato e per la persona che è».
La storia della Roma e quella dell’A.S. Roma Ciclismo sono nate e hanno proseguito insieme per tanti anni e parlando di storia quando a Giacomo Regoli si parla dell’idea di far nascere un museo del ciclismo a Roma, s’illumina ancora una volta: «È un bellissimo progetto, non vedo l’ora di vederlo. E, conoscendo il presidente Lorenzo Baldesi, sono certo che riuscirà a portarlo alla conclusione e che sarà l’ennesima soddisfazione meritata per la Roma Ciclismo e per tutti coloro che le ruotano intorno». Come Giacomo Regoli e la sua On Sport Wear.


