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di Luca Pelosi (Il Romanista)
“Un risultato fortemente voluto e che rappresenta il picco di un 2023 ottimo”. E non è ancora finito
“Sono soddisfatta e mi sento cresciuta”, ci racconta Gabriela Cristea, che tra l’altro ha portato per le strade d’Italia la maglia tricolore di campionessa italiana conquistata nel 2022. “Con Luca Bufarini, che mi segue in ogni aspetto della preparazione, non abbiamo modificato niente rispetto al passato. Siamo andati avanti con la nostra programmazione, ma mi sono sentita più forte. In realtà mi ci sento ancora, perché anche se siamo verso la fine, sento che la condizione fisica è in crescita”. E in effetti Gabriela è attesa ad altri due appuntamenti, il campionato italiano mediofondo
di domenica 8 ottobre e la granfondo Strade Rosa del 22 ottobre. Due occasioni importanti per chiudere in bellezza una stagione che ha riservato ottimi risultati: “Ho sfiorato il podio sia al campionato italiano sia al campionato europeo, ma soprattutto sono riuscita a qualificarmi per il campionato del mondo. A Reggio Emilia ho ottenuto il terzo posto di categoria con un tempo eccezionale. Una sensazione fantastica, perché mi ha fatta sentire ripagata di tutti i sacrifici che faccio per allenarmi e arrivare sempre preparata al meglio. Mi sento veramente cresciuta di livello. Quella era una gara di 169 chilometri con 3200 metri di dislivello e una salita di 2,8 chilometro con una pendenza media del 10,8%. Ed è proprio su quella salita che ho fatto la differenza, dopo il trentesimo chilometro. In generale, nei primi 60 chilometri c’erano tante donne, ma lì c’era la divisione tra i due percorsi e la maggior parte ha preferito il corto. Io mi ero preparata tantissimo, sapevo di essere in grado di arrivare nelle prime tre e infatti ce l’ho fatta”.
Un’annata da incorniciare. “Effettivamente è andato tutto liscio – conferma Gabriela – Rispetto al passato ho fatto qualche gara in meno nel circuito Pedalatium, dove ho partecipato solo a quattro appuntamenti. Porto comunque a casa un secondo posto di categoria sul percorso lungo e il terzo nel Lui e Lei con Luca. Le altre tre gare erano in concomitanza con altri appuntamenti, dei quali sono soddisfatta anche perché mi hanno dato modo di misurarmi con avversarie diverse, che hanno più esperienza di me. E’ importante, anche se cerco sempre di misurarmi con me stessa e di crescere. Un altro miglioramento che sento di aver fatto in questa stagione riguarda la distanza. Se prima prediligevo i percorsi lunghi ora mi sento di poter dire che anche nelle gare più corte potrei far bene. Lavoro per essere un’atleta completa”. Un’atleta pronta a vestire la maglia azzurra in un campionato del mondo: “L’intenzione naturalmente è quella di andare, anche se manca molto tempo. Il Mondiale sarà ad agosto 2024. Intanto c’è da finire la stagione e poi, dopo un po’ di riposo, iniziare la preparazione per l’anno prossimo. Vestire la maglia azzurra è il massimo, sia se sei professionista sia se pedali a livello amatoriale. Anche se la differenza è il tempo che hai a disposizione, ma il mio approccio è quello da professionista, per l’attenzione che metto in ogni dettaglio”. E i risultati si vedono.
Nulla accade senza fatica e senza lavoro e lo sa bene Lina Esposito. Anche lei è pronta a indossare la maglia azzurra l’anno prossimo. “Ho cercato con tutte le mie forze la qualificazione al Mondiale – ci racconta – era il mio obiettivo e l’ho ottenuto. Sono arrivata seconda di categoria in una gara, quella di Reggio Emilia, che a livello di intensità forse è stata meno faticosa rispetto al campionato italiano, molto duro per temperatura e dislivello. Ottenere la qualificazione al Mondiale è stato bellissimo e averlo fatto quest’anno mi consente di poter programmare le cose per tempo”. Il tempo che passa non spaventa Lina: “Più si va avanti più le cose cambiano, la fatica aumenta. Ma nell’A.S. Roma Ciclismo riesco a gestire tutto bene anche grazie a Nazzareno Asci che ci guida. Grazie a lui riusciamo ad esprimerci senza pressioni e questo è importantissimo. Mi trasmette sincerità e tranquillità. Quest’anno avevo programmato di fare un po’ meno rispetto al passato, ma meglio. Invece ho fatto ugualmente tanto, ma è venuto meglio lo stesso. Ci sono state alcune sorprese, obiettivi raggiunti che non mi aspettavo, ad esempio il secondo posto agli Europei e la vittoria dei campionati italiani di granfondo, che è stata molto dura. Quando le cose non le cerchi, arrivano. A volte succede”.
Anche per lei si chiude un’annata positiva: “Sicuramente sì. Non programmo il calendario di gare, non sono certo Vingegaard che fa solo il Tour de France e lo vince. Alcune naturalmente sono più importanti, altre servono per mantenere il ritmo gara, che è più difficile da costruire in allenamento. Quest’anno ho sofferto un po’ nella prima parte, anche perché a causa soprattutto del maltempo non ho potuto allenarmi come avrei voluto, ma poi con il passare del tempo la condizione è cresciuta e sono riuscita a raggiungere dei risultati di cui mi posso ritenere soddisfatta”.
C’è anche un piccolo rimpianto: “All’Europeo forse potevo fare di più. Ero convinta che la gara sarebbe finita a Verona, invece l’arrivo era dopo, sulla salite. E’ stato un errore di calcolo. Ma alla fine è andata come è andata, anche se in realtà non è stato applicato il regolamento, secondo il quale ad essere premiati avrebbero dovuto essere solo i tesserati F.C.I. Ma non è la prima volta che accadono cose simili, soprattutto in Veneto. Lì si sentono un po’ al di sopra di tutto, non so perché, forse perché ci sono più possibilità economiche. Succede anche nel ciclocross”. A proposito, è ora del ciclocross adesso, dopo il campionato italiano mediofondo e le Strade Rosa del 22 ottobre? “Non lo escludo, vediamo tra un po’. Ma anche se non dovessi fare gare, non avrò problemi a misurarmi con qualche sentiero fangoso dalle mie parti, a Città di Castello, da cui peraltro ho sempre la possibilità di trovare belle e impegnative salite per allenarmi in strada”. E i risultati si vedono.
L’anno prossimo li vedrà tutto il mondo, quando Gabriela Cristea e Lina Esposito potranno indossare la maglia azzurra.

