Era la terza volta, ma ogni volta è un’esperienza nuova. Il Cammino di Santiago mantiene sempre inalterato il suo fascino e tale rimane da qualunque lato lo si prenda. Felice Compagnone lo ha percorso con la maglia dell’A.S. Roma Ciclismo e lo ha fatto per la terza volta. “La prima volta lo feci dal lato francese, passando dai Pirenei per poi arrivare a Santiago. La seconda volta invece è stato totalmente diverso, sulla costa nord della Spagna partendo dai Paesi Baschi. Quest’anno ho fatto il cammino portoghese, partendo da Lisbona. A un certo punto si è unito a me un ragazzo polacco e abbiamo proseguito insieme fino a Santiago de Compostela”.
Il tutto per un totale di 1970 chilometri in 10 giorni. Ma Felice non si è fermato lì. “Dopo Santiago ho proseguito verso La Coruna, per altri 4 giorni e altri 300 chilometri circa”. La compagnia di Matthew ha aiutato. “Mi ero riproposto di andare piano e godermela, ma lui andava molto forte. Ogni tanto dovevo fermarlo per convincerlo a visitare qualche posto. Ma mi sono divertito. A volte lo lasciavo andare, lui in effetti lo faceva, ma lo ritrovavo all’arrivo che mi aveva già trovato l’ostello giusto ed era già tutto predisposto per la sosta notturna. Parla un ottimo inglese e questo mi ha aperto tante porte. Sono contento anche di essere riuscito a conoscere molte persone, cosa che è più complicata se fai il Cammino in bicicletta ed è molto più facile se lo fai a piedi”.
Felice si è goduto tutto, ma in particolare la natura. “Monumenti e chiese sono o in stile romanico o medievale, quindi più o meno si somigliano tutte. Il vero spettacolo è stato la natura. L’oceano, fiumi larghissimi dove passano anche navi da crociera. Al confine tra Portogallo e Spagna abbiamo attraversato il fiume in tre su una barchetta ma era un fiume largo un chilometro, praticamente un mare. Ho visto paesaggi bellissimi, l’oceano sempre a farci compagna. La natura è una cosa meravigliosa ed esprime una potenza unica. Quando soffiano gli alisei è uno spettacolo. È un vento che va sempre nella stessa direzione e così lungo le spiagge trovi le cabine rivolte tutte nella stessa direzione, con l’apertura verso sud e la parte chiusa verso il nord. Anche le spiagge sono bellissime, c’è tanto granito, cammini sulla sabbia che non ti rimane attaccata ai piedi. Ogni Cammino ti lascia sempre qualcosa. Questo mi ha lasciato il senso di stupore e meraviglia per la natura”.
E la maglia della Roma? “L’ho indossata il più possibile. Se non avevo quella, avevo i guanti. Il mio amico polacco ogni volta che conoscevamo qualcuno mi presentava come il “Roman warrior”. Mi faceva pubblicità anche se ammetto che la maglia della Roma ha suscitato interesse ed ammirazione a chiunque l’abbia vista. Ogni volta che ho attraversato i punti più importanti, da Porto a Santiago, l’ho sempre indossata e ne sono stato molto orgoglioso“. Tre cammini e già si pensa al quarto. “Mi piacerebbe percorrere la Via della Plata, che avrei voluto fare quest’anno ma non è consigliabile percorrerla in agosto. Attraversa la Galizia, passa da Siviglia e Salamanca, ci sono paesaggi aridi, paesi molto distanti tra loro. Bisogna partire con almeno tre litri d’acqua e viaggiare la mattina prestissimo, perché nel pomeriggio chiudono tutto. Dovrò cercare un altro periodo dell’anno, compatibilmente con le possibilità di prendere ferie”.
E per chi non lo ha fatto neanche una volta? “È una esperienza che consiglio. E poi se l’ho fatta io, possono farla tutti”, chiude Felice, di nome e di fatto.

