di Luca Pelosi (Il Romanista)
L’integrazione è una parte fondamentale dell’attività ciclistica e, proprio perché così importante, va trattata con la massima attenzione. Ed è per questo che l’A.S. Roma Ciclismo ha scelto come partner Ethic Sport, che nel settore è leader riconosciuto sia a livello professionistico sia a livello amatoriale. Perché si tratta di un’azienda che sa come e quali prodotti proporre in base alle esigenze degli sportivi e ha saputo a sua volta riconoscere nell’A.S. Roma Ciclismo un partner perfetto. “La Società giallorossa è una certezza – ci dice Massimiliano di Montigny, responsabile marketing e comunicazione di Ethic Sport – perché cerca di affrontare il ciclismo amatoriale con un approccio professionale. E’ una società molto attiva, anche al di là della parte agonistica, dove comunque partecipa a tante gare e anche con ottimi risultati, da quello che vedo”.
E qual è, invece, l’approccio di Ethic Sport con il ciclismo? “Chi va in bicicletta deve prima di tutto essere sincero con se stesso. Non deve pensare a se stesso per ciò che non è e quindi scegliere i prodotti in base alle sue reali esigenze. Naturalmente investire sul proprio corpo è importante tanto quanto farlo sul mezzo. L’azienda è attiva su tanti sport, molti atleti professionisti ci contattano per scegliere i nostri prodotti, ma devo dire che lavorare con il ciclismo è molto stimolante perché si tratta di un settore che è sempre stato molto evoluto dal punto di vista della nutrizione e dell’integrazione e che tende a curare quest’ultimo aspetto a 360 gradi. C’è tanta consapevolezza, forse a volte anche troppa, da parte dei nostri clienti. Ora ad esempio si va sempre sul distinguere l’integrazione tra il prima, il durante e il dopo lo sforzo”. Quando si parla di “anche troppa consapevolezza”, cosa s’intende? “Faccio un esempio: ora si ragiona in termini di grammi di proteine o di carboidrati e magari a volte capita che il ciclista non ti chiede un determinato prodotto, ma 120 grammi di carboidrati. E non sempre è corretto”. E come si regola Ethic Sport? “Facciamo tanta formazione sugli atleti ma soprattutto sui nutrizionisti, che sono il nostro target principale, dato che sono il tramite tra il cliente e il prodotto. Per questo teniamo particolarmente al fatto che i primi ad essere formati e informati siano loro”.
In un mercato così attivo e in costante evoluzione, Ethic Sport propone un prodotto che sta riscuotendo consensi un po’ ovunque. “E’ il brevetto Super Dextrin. Si tratta di una miscela brevettata a base di carboidrati speciali, a lento rilascio, lunga durata e ad elevata efficienza per una cessione graduale e progressiva delle energie durante lo sport. E quindi si rivolge a chi ha bisogno di energia costante durante l’attività, a chi cerca un energetico di lunga durata per prestazioni elevate e a chi pianifica con attenzione i rifornimenti energetici durante le gare o gli allenamenti”. E come si arriva al prodotto giusto per il mercato? “Bisogna capire cosa chiede il mercato e quindi darglielo. Come in ogni settore, ora ci sono le mode, ora ad esempio sono diffusi determinati rapporti tra tipologie di carboidrati, ma magari tra un po’ di tempo ciò non varrà più”. E cosa distingue Ethic Sport? “L’innovazione, la cerchiamo costantemente. Inoltre ogni prodotto è diverso dagli altri, non facciamo mai prodotti-fotocopia. Ci differenziamo anche per qualità e sicurezza, mantenendo sempre standard molto alti. Ad esempio, cosa niente affatto scontata, facciamo una certificazione antidoping preliminare. Il rischio di sostanze contaminanti c’è e non vogliamo problemi. Gli atleti di alto livello naturalmente ci stanno molto attenti. Si rivolgono a noi alcune delle recenti medaglie europee dell’atletica come Fabbri, Furlani, Dosso, Mangione. Li usano molti dei tennisti italiani più importanti del momento o nuotatori in acque libere come Paltrinieri e Acerenza e tanti altri che nuotano in vasca. I feedback dai professionisti sono molto importanti. Li seguiamo con attenzione perché spesso tra i professionisti il passaparola è il miglior modo per farsi conoscere. Così come l’A.S. Roma Ciclismo è un ottimo modo per farsi conoscere nel ciclismo amatoriale”.

