Davide Cassani: «Realtà di passione. Sostengo l’idea di un museo e spero vada a buon fine»

«È un bene che ci siano società organizzate e serie come la Roma»

di Luca Pelosi (Il Romanista)

 

Oggi è presidente di Apt Servizi, società degli operatori turistici dell’Emilia-Romagna. Si dice che un domani possa rientrare nel ciclismo, che è sempre stato il suo mondo. Il suo “ieri”, infatti, è decisamente molto intenso: professionista per 14 anni, a lungo commentatore televisivo, commissario tecnico della Nazionale dal 2014 al 2021. Competenza di primo livello e un’attenzione a tutto ciò che gira, insieme alle ruote e ai pedali, nel mondo del ciclismo, Davide Cassani è diventato nel tempo anche uno dei “divulgatori” di quello che è rimasto uno degli sport più amati dagli italiani. Anche nei fatti, non è mai sceso dalla bicicletta e oggi, a 61 anni, è ancora in formissima.

Presente all’assemblea di fine anno dell’A.S. Roma Ciclismo nel 2019, ha subito apprezzato il lavoro del team giallorosso: «Roma è un territorio complicato per il ciclismo – ci racconta – per evidenti motivi legati alle problematiche di una grande città e al fatto che, pur essendoci nei dintorni bei posti per allenarsi, poi per trovare i percorsi più impegnativi devi comunque spostarti. Però allo stesso tempo è sempre stato un territorio vitale, dove lo spirito d’iniziativa non è mai mancato, ogni tanto sono anche nati ciclisti importanti e sono state organizzate gare che nel tempo si sono create una grande tradizione come il Giro del Lazio e il Gran Premio Liberazione. Sono molto contento che, dopo un periodo difficile, sia tornato. È una gara alla quale ho partecipato da giovane, che ha un bel percorso, soprattutto con un arrivo molto emozionante alle Terme di Caracalla. E spesso chi l’ha vinta da dilettante ha poi fatto una importante carriera da professionista. Sono molto legato a quella gara, poi personalmente proprio a Roma, al trofeo delle regioni, ho conquistato una delle mie prime vittorie, quindi è stato un momento importante della mia carriera».

L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana ricorda bene la sua partecipazione all’assemblea annuale del 2019, quando presenziò insieme all’allora presidente federale Renato Di Rocco: «Non conoscevo la società e sono stato molto contento di aver partecipato a quell’appuntamento. Ho potuto toccare con mano una realtà piena di grande passione e molto bene organizzata, che non pensa tanto alle difficoltà del territorio, che abbiamo ricordato, ma si concentra sul fare le cose sempre al meglio possibile. È un bene che ci siano società come l’A.S. Roma Ciclismo ed è giusto avere attenzione verso realtà così attive. Anche il lavoro che fanno per i giovanissimi, con le scuole di ciclismo, è importantissimo, perché il futuro del nostro sport si costruisce così».

Il futuro passa anche attraverso il passato e questo in casa Roma è chiarissimo. Ed è per questo che è nata l’idea di un museo dedicato al rapporto tra la Capitale e il ciclismo, che trova il favore di Davide Cassani: «Questa è una iniziativa molto lodevole. Il futuro non passa solo dall’attività giovanile, ma anche dalla conoscenza del passato. Conoscere la cultura che c’è dietro a uno sport e quella che può esprimere il legame con una città così importante farà sicuramente venire voglia a tanti o di salire in bicicletta o comunque farà sentire in tanti coinvolti in una storia che continua. Sono contento quindi di esprimere il mio sostegno per questa iniziativa e spero che il tentativo vada a buon fine perché sono già molto curioso di rivivere emozioni del passato già vissute e soprattutto di scoprire cose che non so».

 

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