“Daremo il massimo” – Roma XXIVh, al via sabato con 8 atleti solitari e 4 nella staffetta in maglia giallorossa

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Ci siamo. Sabato alle 18.30 dall’autodromo di Vallelunga parte la Roma XXIVh, la manifestazione organizzata da Emiliano Cantagallo e Giancarlo Fisichella unica in Italia perché non esiste un’altra gara di endurance che si svolge in un autodromo. L’A.S. Roma Ciclismo sarà nuovamente protagonista in gara con 12 atleti, e presente a livello organizzativo con un’area hospitality dedicata ai propri Partner, un’area dedicata alla promozione dei team ufficiali e un’area di attività rivolta ai bambini. Torna infatti la Minifondo Roma, con percorsi studiati apposta per far divertire i più piccoli naturalmente in sicurezza.

Torna, soprattutto, la voglia di dare il massimo sulla pista dell’autodromo a seguito dei successi degli anni precedenti. Il responsabile del settore Enrico Giuliani, che ha già vinto questa gara, ci racconta: “Otto atleti parteciperanno come solitari, mentre altri quattro saranno in team”.

I solitari saranno, oltre ad Enrico, anche Giuliano Buzzetti, Raffaele Borreale, Paolo Martucci, Stefano Marcuccilli e Angelo Curi. Con loro, le “leonesse” Gabriella Asci ed Elisa Rigon, anche lei vincitrice lo scorso anno.

La squadra da quattro sarà composta da Fabio Mezzetti, Massimo De Carolis, Manuele Fattorossi e Massimiliano Montesanti.

“Sono molto felice della risposta positiva avuta dai miei compagni di squadra in merito a questa competizione così particolare ma desidero fare un ringraziamento speciale a Massimo De Carolis e Gabriele Diaferia (team MTB) che si sono messi a disposizione della società rinunciando a portare i nostri colori ad un’altra gara di calendario pur di stare tutti insieme” ci dice Enrico Giuliani.

È proprio Enrico poi a raccontarci a cosa vanno incontro gli atleti giallorossi e come ci si prepara: “È importante differenziare il discorso tra la partecipazione come solitari e quella di squadra. Da solitari bisogna affrontare un impegno di ore molto maggiore rispetto alla prova di squadra. Serve un avvicinamento lento, non si può pensare di preparare una gara di questo tipo in poco tempo. Tutti i componenti della bicicletta vanno studiati con attenzione, come l’assetto di corsa. Naturalmente correre in un autodromo è totalmente diverso rispetto al farlo su strada, cambiano l’attrito e la dinamicità su un percorso così largo e quindi maggiormente esposto all’aria. Per questo motivo i solitari hanno un doppio avversario: la fatica e la mente, perché a livello psicologico prima o poi arriva il punto in cui serve grande forza mentale. Gli allenamenti servono anche a prepararsi da questo punto di vista e naturalmente si va in progressione, aumentando i chilometri fino ad arrivare a uscite da 200 e più chilometri”. E la gara di squadra? “E’ più veloce. Il corridore che è abituato a partecipare alle granfondo e alle consuete gare stagionali di sicuro ha già un buon allenamento per questo tipo di gara, che è una staffetta”.

Enrico Giuliani è campione in carica, ma non fa proclami. Non li fa nemmeno Elisa Rigon, pronta comunque a onorare la gara. “Sono molto contenta di partecipare a questa gara, che è molto dura ma organizzata molto bene. Adoro la famiglia Cantagallo, perché ti vengono incontro in ogni problematica e si pedala in totale sicurezza. Lo scorso anno è stato il caldo a farla da padrone. Io passo molto tempo in una serra per lavoro e sono abituata, ma l’ho sofferto lo stesso. È una sfida fisicamente impegnativa, hai dolori alla schiena e ai piedi, l’asfalto restituisce molto calore. So che il livello di competitività quest’anno è più alto, mi piacerebbe migliorare i 570 chilometri dell’anno scorso. Vedremo. Purtroppo, non ho potuto allenarmi come avrei voluto per problemi di lavoro, e io sono molto esigente con me stessa. Però siamo pronti a dare il massimo. La prima parte è la più difficile, quella di notte. Non passa mai, ho avuto anche qualche colpetto di sonno. A un certo punto ho anche pensato di fermarmi, verso la mezzanotte. Invece ho resistito e verso le due poi ho iniziato a credere di poterla finire. È molto bello stare tutti insieme, condividere tutto, anche la stanchezza, avere il materassino accanto ai compagni di squadra, aiutarsi a vicenda”.

Come detto, Elisa non sarà l’unica donna, perché al via ci sarà anche Gabriella Asci, che ci racconta: “Il mio obiettivo è divertirmi e vivere un’esperienza che aspetto da tempo e che già so che sarà indimenticabile. Vengo da tre anni molto duri, l’emergenza covid alla luce del mio lavoro di infermiera non è mai finita e anche se naturalmente adesso è tutto più gestibile non ho più avuto il tempo di allenarmi come vorrei. Naturalmente non ho mai pensato di abbandonare la bicicletta, avevo in testa la Roma XXIVh già l’anno scorso ma non sono riuscita a partecipare proprio per l’impossibilità di staccarmi dal lavoro per due giorni. Invece quest’anno sono molto contenta di esserci. Ho voglia di misurarmi con un tipo di sforzo diverso e già so che sarà fondamentale la testa, perché mi ritroverò in una dimensione nuova. Sono molto curiosa di vedere come reagirà il mio corpo alla notte e al calo di temperatura che ci sarà. La testa è sempre stato un mio punto di forza, per cui mi sento pronta. Enrico Giuliani me ne ha parlato tanto, come Elisa Rigon, che sono molto contenta di ritrovare ancora una volta insieme con la maglia dell’A.S. Roma, perché la sento veramente come una sorella. In generale, sono molto contenta di poter vivere un’altra bella esperienza di gruppo insieme a quella che è a tutti gli effetti una famiglia e cioè l’A.S. Roma Ciclismo. Condivideremo ancora una volta la fatica e sarà un piacere stare tutti insieme per così tanto tempo”.

Ha già corso questa gara, ma è una new entry in casa A.S. Roma, Manuele Fattorossi. Lui farà parte della staffetta: “Ho conosciuto Enrico Giuliani lo scorso anno, quando ancora non facevo parte dell’A.S. Roma”, ci ha raccontato, “Mi sono trovato bene ed eccomi qui, pronto alla Roma XXIVh in maglia giallorossa. Sono un grande appassionato delle lunghe distanze e lo scorso 25 giugno sono andato in bici da Roma a Pescara. Più di 230 chilometri, ma avrei anche continuato”. E naturalmente a Vallelunga vuole farne di più. “Una gara così lunga è un viaggio dentro sé stessi. Mi piace rilasciare lo sforzo lentamente. Faccio anche mediofondo e granfondo, con serenità, ma il mio intento è proseguire fino all’ultima goccia di energia. L’anno scorso è stata la mia prima esperienza con la Roma XXIVh, ma l’ho finita bene, sono tornato a casa da solo e la mattina dopo mi sono svegliato presto. Il problema è stata l’escursione termica. Mi è capitato di ripartire di notte battendo i denti dal freddo, ma anche di soffrire tanto il caldo, con picchi ad ora di pranzo anche di 40 gradi. C’è poi una componente mentale non indifferente, perché si fa sempre lo stesso giro, in solitaria. Non c’è il paesaggio che cambia e serve un bel lavoro psicologico con sé stessi. La cosa più importante è mantenere la concentrazione e la lucidità per anticipare gli eventi. Non bisogna mai arrivare alla crisi, sennò vuol dire che è già troppo tardi”.

Per gustarsi un grande spettacolo ciclistico e naturalmente per sostenere i ragazzi dell’A.S. Roma Ciclismo vi aspettiamo sabato dalle 18.30 a Vallelunga!

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