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di Luca Pelosi (Il Romanista)
LIMAR TORNA A LEGARSI ALL’A.S. ROMA CICLISMO. IL SALES MANAGER PIERO BIONDA: “UNIAMO TRADIZIONE E INNOVAZIONE, ERAVAMO DESTINATI A INCONTRARCI. E IL PROGETTO DI UN MUSEO MERITA UN APPROFONDIMENTO…”
Dal 1988, produce caschi studiati appositamente per il ciclismo. Si è legata a campioni come Paola Pezzo, Gianni Bugno e Jan Ullrich, a super squadre come l’Astana. Ha sempre guardato avanti e proprio per questo il percorso di Limar, azienda italiana con oltre 30 anni di esperienza nella produzione di caschi per il ciclismo, era destinata a incontrarsi com l’A.S. Roma Ciclismo. I due marchi tornano a legarsi. La tradizione si combina perfettamente con l’innovazione e il passato diventa la forza per guardare nel modo migliore al futuro. E’ così per Limar, che ha creato e continua a creare i caschi migliori, è così per l’A.S. Roma Ciclismo, che sul suo passato ha fondato le basi per una realtà, come quella attuale, che guarda sempre avanti e che ormai va oltre il concetto di “semplice” squadra di ciclismo. E’ Piero Bionda, Sales&Sponsoring manager del marchio lombardo, a raccontarci le origini del rapporto di Limar con la Roma e ciò che l’ha portata a riallacciare il rapporto col sodalizio giallorosso: “Il rapporto fra Limar e A. S. Roma Ciclismo nacque vent’anni fa, per un desiderio dell’allora giovanissimo presidente Lorenzo Baldesi, che voleva attivare una collaborazione con alcuni consolidati brand del ciclismo. In questo modo voleva poter supportare i suoi progetti di crescita della storica Associazione ciclistica romana, nata insieme all’A.S. Roma calcio. Dai primi contatti telefonici e via e-mail, emerse una sinergia d’intenti tale che Lorenzo decise di venire in Limar per approfondire ciò e decidere il da farsi. Apprezzai subito il suo entusiasmo e la sua determinazione per lo sviluppo di un progetto e di un programma che lui aveva bene in mente e che, quindi, voleva concretizzare per la diffusione del ciclismo amatoriale in Roma e non solo… In pratica, non solo voleva attivare delle linee guida e dei programmi per soddisfare tutti quei cicloamatori che erano legati alla storica associazione per motivi affettivi od orgoglio d’appartenenza, ma anche le nuove generazioni (quindi con grande attenzione al settore giovanile), per far sì che l’associazione stessa fosse punto di riferimento e quindi traino per la diffusione dell’uso della bicicletta. Visto l’evolversi del tema mobilità, sicuramente ci aveva visto giusto. In pratica, i presupposto per una nostra collaborazione erano palesi. Durò cinque anni, poi scemò per vari motivi, ma era praticamente ovvio che prima o poi le due realtà tornassero a incontrarsi”.

Passato e futuro, tradizione e innovazione. Limar, grazie ai consigli di campioni dle passato come Gianni Bugno, Bjarne Riis, Alexandr Vinokurov e Fabio Aru che hanno testato i caschi nelle gare, ha modellato i suoi caschi sulle reali esigenze del ciclista professionista, estremamente esigente nei confronti del comfort, della ventilazione e soprattutto delle prestazioni. Ma è al top per le esigenze di qualsiasi tipologia di ciclista. Naturale l’incontro con l’A.S. Roma Ciclismo, unica per le sue caratteristiche. “Basta entrare nel loro sito – prosegue Piero Bionda – per constatare che ha fatto tanta strada. Tanta ce n’è ancora da fare e saremo felici di percorrerla insieme”. Dire “A.S. Roma” nel centro-sud Italia ha un certo impatto, ma come viene vista l’A.S. Roma Ciclismo al nord? “In pratica, penso che al nord non sia ancora giunta l’eco di quanto l’Associazione sta facendo per la promozione del ciclismo. Probabilmente c’è bisogno di un testimonial agonistico o istituzionale, di presenze alle granfondo più note e di insistere sui giovani”. Il tutto senza trascurare la sicurezza, e qui naturalmente si torna al tema dei caschi. “E’ un tema attualissimo – spiega Bionda – e che diventa, purtroppo, cronaca quotidiana solo quando ci sono incidenti (anche mortali) che coinvolgono i ciclisti (campioni famosi, compresi). Sicuramente, la carenza di piste ciclabili o percorsi riservati non aiuta, ma data la conformazione del nostro territorio non penso sia facile trovare una soluzione. Quindi, per ora bisogna affidarsi alla coscienza ed al buon senso degli automobilisti e, ovviamente, da parte dei ciclisti usare quanto necessario per tutelarsi”.
L’A.S. Roma Ciclismo, non è un segreto, sta lavorando al progetto di un museo sulla storia del ciclismo nella capitale. Il ciclismo si racconta anche attraverso l’evoluzione delle attrezzature. A Piero Bionda piacerebbe essere coinvolto? “È sicuramente interessante e perciò merita un approfondimento”, risponde, e ancora una volta conferma che lo spirito che anima l’azienda che rappresenta è lo stesso che permea l’A.S. Roma Ciclismo. Guardare al passato per guardare al futuro. Due occhi, due realtà che sono tornate insieme.

