Dal 20 agosto l’A.S. Roma Ciclismo parteciperà al noto itinerario: 1084 chilometri tra treno e bici per 13 giorni memorabili
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di Luca Pelosi (Il Romanista)
Ultreya y suseya. Andiamo oltre, andiamo avanti. È il saluto che si scambiano i pellegrini che affrontano il Cammino di Santiago, è il saluto che si sentirà anche in bicicletta nella prossima estate, grazie all’A.S. Roma Ciclismo. Già, perché per la prima volta ci sarà un cammino, che tale è anche se in bicicletta, realizzato a tinte giallorosse. 1084 chilometri in dodici tappe, tra treno e bici, per arrivare a Santiago de Compostela con la maglia dell’A.S. Roma, cioè a uno dei cammini più famosi del mondo.
L’Idea è nata dall’atleta giallorosso Raffaele Borreale, con l’intento di unire sport e spiritualità, viaggio e scoperta. Ogni anno diverse centinaia di migliaia di persone raggiungono la Cattedrale di Santiago de Compostela dopo aver effettuato il Cammino a piedi o in bici, da sole o in gruppo. Si tratta di una delle vie di peregrinazione più importanti al mondo. Una rotta percorsa ininterrottamente fin dal primo terzo del IX secolo, epoca a cui la tradizione fa risalire la declamazione della scoperta della tomba di San Giacomo il Maggiore, uno tra i più intimi degli apostoli di Gesù, in seguito all’apparizione di una stella su un campo presso un colle chiamato Libredòn, che indicò a un pio eremita del tempo il luogo ove giacevano, dimenticate da secoli, le reliquie del santo. Da tutto ciò deriva il nome della città che nacque lì: Santiago (contrattura iberica di San Giacomo) de Compostela (del “campus stellae”) a ricordo di quella stella che, come la cometa guidò i Magi a Betlemme, indico a Pelayo (l’eremita) il luogo del sepolcro.
Santiago de Compostela oggi è considerata la terza città santa per la cristianità dopo Gerusalemme e Roma. Divenne così importante nel Medioevo, con un massimo splendore tra l’XI e il XIII secolo, che il termine pellegrino divenne sinonimo del viandante che si dirigeva a Santiago. Ma negli ultimi decenni il Cammino ha assunto anche un respiro decisamente laico: c’è chi lo intraprende per ritrovarsi, chi lo porta a termine come performance sportiva, chi invece lo compie per vivere un’esperienza unica nel suo genere, preziosa dal punto di vista umano e condita da un’atmosfera decisamente particolare. E i ciclisti sono sempre di più. Non poteva mancare, quindi, il “timbro” giallorosso.
È facile trovare sul Cammino persone di ogni nazionalità, ben oltre quelle europee. Negli ultimi anni si è stimato che oltre 200.000 pellegrini giungano ogni anno a Santiago. Da più di un trentennio a questa parte il Cammino ha ritrovato una nuova vitalità tanto che, se nel Medioevo fu motivo d’incontro e scambio culturale tra le genti, nella seconda metà degli anni 80 fu definito “Primo itinerario culturale Europeo”.
La partenza di quest’attività targata A.S. Roma Ciclismo è prevista da Roma. Si raggiungerà Imperia (Liguria) in treno, poi Nizza (Francia) in bici, per saltare nuovamente sul treno fino a Lourdes. Dalla nota cittadina ai piedi dei Pirenei si snoderà la “tappa 0”: 140 chilometri, che saranno coperti in bici, è la distanza che separa Lourdes da Saint Jean Pied-de-Port, località dalla quale parte il percorso francese del Cammino.
A quel punto nelle restanti otto tappe i ciclisti-pellegrini attraverseranno tutto il nord della Spagna – toccando Pamplona, Burgos, Leon e Ponferrada – per raggiungere in otto giorni la Cattedrale di Santiago, che dal Medioevo è la meta del viaggio che i fedeli fanno per rendere omaggio alle spoglie di Giacomo il Maggiore, apostolo di Gesù. Ma noi andiamo oltre, andiamo avanti. Per partecipare basta inviare un’e-mail a segreteria@asromaciclismo.it entro il 10 maggio 2022. Ultreya y suseya.


